Terremoto, il premier Conte: “possiamo fare di più per la ricostruzione, per l’Italia scienza dei fenomeni atmosferici sarà pilastro”

Tra terremoto e ricerca scientifica, il premier Conte si focalizza sui temi più importanti post-sisma in Abruzzo parlando di prevenzione

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Nei territori che hanno subito le ferite del terremoto viaggio spesso, voglio testimoniare l’attenzione del Governo per queste zone“. L’ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, arrivato a Teramo per partecipare al Forum internazionale del Gran Sassoorganizzato dalla Curia e dall’Universita’. “Abbiamo inserito delle norme da ultimo nel decreto sblocca-cantieri che ormai e’ legge. Qualche altra norma potra’ tornare nel decreto crescita. Insomma, stiamo completando l’architettura che servira’ per procedere piu’ speditamente anche alla ricostruzione“, ha aggiunto. “Abbiamo cercato di raccogliere le sollecitazioni anche degli enti locali e delle istituzioni del territorio. Probabilmente non siamo riusciti a raccogliere il 100% delle richieste, saremo al 70%, all’80%. Abbiamo fatto molto, mi sono speso perche’ rimanessero alcune norme che avevano sollecitato una discussione a livello parlamentare. Possiamo fare ancora di piu’ e lo faremo“.

Foto di Filippo Attili/Palazzo Chigi

Il 3 giugno scorso ho incontrato i vescovi delle aree terremotate del centro Italia – era presente anche monsignor Leuzzi – i quali mi hanno rappresentato svariate esigenze specifiche, tra cui la necessita’ di emanare l’ordinanza attuativa per il secondo piano di ristrutturazione dei beni culturali delle zone terremotate. Ho avuto rassicurazioni che lo schema di ordinanza, che ora mi risulta alla vostra attenzione, in attesa di un vostro un parere, verra’, dovrebbe essere approvato, in via definitiva, nei prossimi giorni nella cabina di coordinamento che il commissario straordinario convochera‘” ha aggiunto Conte. “L’opera di ricostruzione e’ lunga e complessa ma non e’ tollerabile procedere a ritmi che risultano oggettivamente incompatibili con l’esigenza indifferibile di offrire a coloro che oggi abitano questi splendidi territori il diritto di recuperare un’esistenza normale. Non possiamo permetterci di indugiare oltre“. Conte ha espresso “disagio a parlare di temi legati alla prevenzione del territorio in una regione colpita da fenomeni che hanno sfigurato il tessuto di queste terre – ha aggiunto – e sedimentato senso di precarieta’ e sfiducia”.

Foto di Filippo Attili/Palazzo Chigi

La ricerca rappresenta uno dei pilastri di questa nuova fase di governo, che ha avuto inizio dopo l’approvazione dei provvedimenti a piu’ rilevante impatto sociale ed e’ una fase che ora e’ orientata soprattutto alla crescita. E’ il momento di imprimere un decisivo impulso su questo versante. Ho gia’ avviato alcune iniziative in questo senso, ma ritengo che sia giunto il momento di imprimere un impulso deciso al progetto“. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenendo secondo Forum internazionale del Gran Sasso. “Non solo. Credo che, sul modello di alcuni istituti di eccellenza gia’ esistenti, come l’Istituto italiano di tecnologia di Genova e il centro di ricerca sul genoma che ha sede a Milano, debbano essere valorizzati e adeguatamente finanziati con piani straordinari i centri di ricerca che orientano le loro attivita’ alla scienza della terra, allo studio del territorio e dei fenomeni atmosferici“, ha proseguito il premier.