Nel Mar Tirreno, circa 10 km ad ovest di Ponza, si trova una meravigliosa isola che ha tratto il suo nome dalle numerose palme nane, unica palma originaria dell’Europa, che vi crescono: è Palmarola, in antichità nota come Palmaria. La natura a Palmarola, la più piccola delle sei Isole Ponziane, arcipelago in provincia di Latina, è selvaggia ed inospitale, ma crea un paesaggio mozzafiato. Le sue coste, davvero meravigliose, nei giorni scorsi sono state teatro della morte di due capodogli, madre e figlio, rimasti impigliati in una rete da pesca.
Quasi del tutto priva di costruzioni umane, Palmarola è un’isola di scogliere e spiagge bianchissime, che nulla hanno da invidiare alla Polinesia, grotte e anfratti e le sue acque sono tra le più belle del Lazio, come mostrano le foto contenute nella gallery scorrevole in alto a corredo dell’articolo. Inoltre, sull’isola c’è la cosiddetta “Cattedrale” fatta di scogli, che nasconde 7 stupende grotte seminascoste nella roccia che formano archi a sesto acuto. Sembra impossibile pensare che sia tutto opera della natura e che in esse non ci sia l’intervento dell’uomo, eppure è così. Attraverso l’utilizzo di barche è possibile visitare queste grotte, mentre il resto degli anfratti è raggiungibile a nuoto. All’arrivo, si è accolti dal Faraglione del Mezzogiorno, mentre nelle pietre de La Forcina si possono ammirare stratificazioni e colate laviche. La Grotta del Gatto, invece, ospita una sorgente di acqua dolce, accessibile in barca, mentre Le Galere mettono in mostra scogli maculati di nero su ocra di ossidiana, un vetro nero.
L’isola è abitata solo nel periodo estivo, quando i ponzesi si rifugiano nelle case grotta, tipiche abitazioni scavate nella sua roccia. Questa particolare tradizione risale al XVIII secolo, quando era necessario rifugiarsi per sfuggire ai pirati.
Nel mezzo di tutte queste meraviglie naturali, sorge una delle poche costruzioni realizzate dall’uomo sull’isola. Si tratta di una piccola cappella su uno scoglio dedicata a San Silverio Papa, patrono di Ponza, che secondo la tradizione sarebbe stato esiliato sull’isola dove poi ha trovato la morte. Grazie a questo luogo, secondo la tradizione sorto sui resti della residenza del Santo, esiste il Sentiero del Faraglione, un trekking di difficoltà media che porta in cima al faraglione.
Insomma una terra incantata e magica, una perla nascosta nel Tirreno, non per niente considerata una delle isole più belle del mondo.


























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