A settembre un milione di persone assalterà l’Area 51 per vedere gli alieni. Ma cosa c’è davvero in quella base?

Dopo i terrapiattisti, dopo i complottisti delle scie chimiche, adesso ci sono loro, quelli dell'Area 51. E sono intenzionati ad entrare in azione

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Sono più di un milione, ormai, e sono decisi: il 20 settembre assalteranno l’Area 51, la base dell’aeronautica statunitense nel deserto del Nevada, al grido di “Non possono fermarci tutti”. Cosa vogliono? Semplice: scoprire se una delle basi militari più misteriose e discusse del mondo nasconde UFO ed extraterrestri tenuti segreti dal governo statunitense per decenni.

Dopo i terrapiattisti, dopo i complottisti delle scie chimiche, dopo i sostenitori della teoria che i cambiamenti climatici sono stati voluti – e causati – da alcuni governi, adesso dunque ci sono anche loro: quelli convinti che non siamo soli e che l’Intelligence USA sappia più di quanto dica.

COS’E’ L’AREA 51

In pieno deserto del Nevada, precisamente a Groom Lake, sorge la segretissima Area 51. Nascosta a qualsiasi cartina geografica o mappa stradale, l’area nasconde da sempre i segreti delle sue attività. L’ingresso principale è segnato da una strada sterrata che si biforca dalla statale 375 nella contea di Lincoln e che poi interseca con la pista che conduce da est al Groom Lake, attraversando a sud la catena delle Groom Mountains, una serie di alture che corrono quasi parallele alla statale 375 e che, di fatto, impediscono la visione a distanza dell’Area 51.

Cosa ci sia precisamente al suo interno e quali siano le attività svolte non è dato saperlo, con precisione, al di fuori del Pentagono. La sorveglianza armata non permette l’entrata nella zona, che ha un’ampiezza di 26.000 chilometri quadrati. Per comprendere quanto sia segreta l’area, basti pensare che nel caso in cui si dovesse essere scoperti a scattare fotografie c’è il rischio di pesantissime multe o di arresto, o addirittura, in casi estremi, c’è il rischio di essere sparati a vista dai militari che piantonano l’area.

Ovviamente, come ogni segreto che si rispetti, anche questo ha ispirato diverse teorie cospirative che trattano di UFO, dischi volanti ritrovati o addirittura di corpi alieni. Si tratta di strutture gestite dalla CIA fino al 1972, quando passarono all’Air Force Systems Command. Qualche anno fa alcuni ex-funzionari che hanno lavorato nell’Area 51 sono stati autorizzati a rilasciare dichiarazioni, affermando che l’Area serviva per lo sviluppo e il test di apparecchiature tecnologicamente all’avanguardia, come ad esempio gli Stealth (gli aerei “invisibili”). L’area sarebbe dunque stata utilizzata per lo sviluppo, il test e le fasi di addestramento di nuovi aerei. Questa tesi è supportata dal fatto che l’esterno di tale area è provvista di lunghissime piste d’atterraggio e che nel corso della notte, molti testimoni sostengono di aver visto levarsi oggetti volanti non identificati.

L’INIZIATIVA NATA SUI SOCIAL

Ora, alcuni appassionati di UFO e simili hanno pensato bene di fare luce sui presunti segreti che circondano l’Area 51, decidendo di aderire a un evento Facebook creato dalla pagina Shitposting cause im in shambles, gestita dall’australiano Jackson Barnes, che ha superato il milione di partecipanti (precisamente 1.037.285 nel momento in cui questo articolo è stato pubblicato). L’idea è quella di una vera e propria invasione di massa, cercando di arrivare fino alle zone della base dove i partecipanti sono convinti di trovare i corpi di alcuni alieni ivi custoditi e anche i resti dell’astronave sulla quale viaggiavano, precipitata sulla Terra nel 1947. L’ideatore del piano, Barnes, ha persino diviso i partecipanti in gruppi, o meglio contingenti, che hanno compiti differenti, proprio come in una vera e propria guerra.

alieniTutto questo veniva dato per assodato fino a qualche giorno fa, ma visto che la situazione è sfuggita di mano e la CIA si è interessata della faccenda, Jackson Barnes ha affidato ai social una comunicazione di servizio: “Buongiorno governo degli Stati Uniti, questo è uno scherzo, e in realtà non intendo portare avanti il piano. Ho solo pensato che sarebbe stato divertente e allo stesso tempo che avrei ricevuto molti like. Non sono io il responsabile se poi le persone decideranno di occupare effettivamente l’Area 51”. Peccato però che le adesioni stiano continuando e anzi siano aumentate a dismisura e il 20 settembre, il governo USA può starne certo, un piccolo esercito arriverà alle porte dell’Area 51. Magari non un milione di persone, ma qualche decina potrebbe decidere di portare a termine l’impresa.