Caldo e bollino arancione su Genova, scattano le misure previste da A.li.sa., l’azienda sanitaria di Regione Liguria, per la tutela socio sanitaria dalle ondate di calore. Tutte le strutture sanitarie e socio-sanitarie del territorio sono state invitate a predisporre le misure previste in seguito all’emanazione del ‘bollino arancione’ previsto per domani e dopodomani in città dal sistema di allerta per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore del Ministero della Salute. Tra le misure massima attenzione ad attivare la climatizzazione nelle aree degenziali o almeno nelle sale di socializzazione e ristoro e nelle palestre regolando la temperatura intorno ai +24°C; in caso di climatizzazioni limitate alle aree di socializzazione e palestre far trascorrere agli ospiti delle strutture almeno 8 ore diurne nelle aree climatizzate, monitorare lo stato di idratazione degli ospiti, richiamare il personale sui segni che possono indicare un colpo di calore attivando i protocolli di intervento, prestare attenzione alle persone affette da deterioramento cognitivo, particolarmente suscettibili ai danni da calore.A.Li.Sa, con il supporto del D.I.A.R. Emergenza Urgenza, sta monitorando costantemente il numero degli accessi ai Pronto soccorso e la necessità di mettere in atto eventuali misure incrementali per contrastare gli effetti derivanti dalle ondate di calore.
“Durante il periodo estivo e soprattutto nelle giornate più calde come quelle che ci attendono – spiega la vicepresidente di Regione Liguria e assessore alla Sanità Sonia Viale – è fondamentale attenersi ad alcuni semplici consigli che, soprattutto nelle persone anziane o comunque fragili, possono prevenire gli effetti negativi sulla salute provocati dalle ondate di calore: bere acqua con regolarità, non uscire nelle ore più calde della giornata, indossare abiti leggeri di colore chiaro, di cotone o lino e utilizzare un cappello per proteggere la testa, mangiare più frutta e verdura, evitare bevande alcoliche, gassate, ghiacciate e zuccherate”. “Sono consigli di buon senso ma possono fare la differenza, se consideriamo – conclude Viale – che gran parte degli accessi nei pronto soccorso durante i periodi più caldi sono casi di anziani in stato di disidratazione o vittime di colpi di calore nelle ore centrali della giornata“.


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