Campi Flegrei, “esiste un importante pericolo tsunami nel Golfo di Napoli”: onde di 30 metri a Pozzuoli nel caso di una grande esplosione

I risultati di un nuovo studio suggeriscono che “esiste un importante pericolo tsunami in molte aree del Golfo di Napoli”, con il rischio più rilevante nel Golfo di Pozzuoli e che il rischio tsunami dovrebbe essere incluso nel Piano di Emergenza Nazionale

Un’eruzione sottomarina del supervulcano dei Campi Flegrei potrebbe produrre uno tsunami di 30 metri in grado di colpire gravemente le aree costiere popolate, come Pozzuoli e Sorrento, affermano gli scienziati. Modellando eruzioni al largo, i ricercatori sono stati in grado di dimostrare che gli tsunami potrebbero rappresentare un rischio per l’area. Gli esperti credono, dunque, che il Piano di Emergenza Nazionale per i Campi Flegrei dovrebbe essere aggiornato di conseguenza.

I Campi Flegrei sono un complesso vulcanico composto da 24 crateri ed edifici. Molti di questi si trovano sott’acqua nel Golfo di Pozzuoli. Il vulcano ha eruttato per l’ultima volta nel 1538, quando ci fu la formazione di un nuovo vulcano, il Monte Nuovo. I Campi Flegrei sono stati attivi per 60.000 anni, con la caldera che si è formata durante due grandi eruzioni esplosive.

Diversi studi recenti hanno indicato che nel sistema sono in corso dei cambiamenti. In uno studio, i ricercatori hanno scoperto che sembra che sotto il sistema vulcanico si stia formando del magma, suggerendo che i Campi Flegrei stanno entrando in un nuovo ciclo della caldera. Questa nuova fase, affermano gli esperti, “in un indeterminato momento del futuro” potrebbe  culminare in “un’eruzione di grande volume”. In un altro studio, i ricercatori hanno analizzato la deformazione del suolo che sta avvenendo nell’area dagli anni ’50, scoprendo che il vulcano ha accumulato energia in questo periodo, indicando potenzialmente che “sta evolvendo verso condizioni più favorevoli all’eruzione”.

Un importante pericolo tsunami

A causa del rischio che i Campi Flegrei rappresentano con circa 500.000 persone che vivono nella “zona rossa” del vulcano, il governo italiano ha un Piano di Emergenza Nazionale in caso di eruzione. Questo piano, tuttavia, non include l’evento di un’eruzione in mare. “I Campi Flegrei sono un vulcano attivo che ha prodotto eruzioni esplosive in passato per almeno 60.000 anni, incluse due super eruzioni. Ci sono diversi alti rischi associati a questa attività vulcanica, come grandi esplosioni che distruggerebbero il paesaggio ed emetterebbero ceneri nell’atmosfera, densi flussi piroclastici di gas, cenere e altro materiale vulcanico caldo che viene emesso nell’atmosfera durante un’eruzione”, ha dichiarato a Newsweek Martina Ulvrova, dell’ETH Zurich’s Institute of Geophysics.

Ulvrova ha aggiunto che, mentre il piano di evacuazione per una più probabile eruzione sulla terra è ben stabilito, anche uno tsunami potrebbe rappresentare un pericolo: “Non possiamo ignorarlo e dovrebbe essere incluso nelle mappe di pericolo per l’area”. In uno studio pubblicato su Journal of Volcanology and Geothermal Research, Ulvrova e colleghi hanno prodotto modelli che mostrano i potenziali tsunami prodotti da eruzioni di dimensioni diverse in varie località nel Golfo di Pozzuoli. Secondo i loro test, un’esplosione formerebbe una “cavità come un cratere sulla superficie dell’acqua” con una colonna d’acqua al centro. Il collasso della colonna produrrebbe una seconda onda.

I loro risultati suggeriscono che “esiste un importante pericolo tsunami in molte aree del Golfo di Napoli”, con il rischio più rilevante nel Golfo di Pozzuoli. Sotto la maggior parte degli scenari di eruzione, vengono prodotti tsunami che si diffondono e colpiscono le aree popolate. La maggior parte delle aree dovrebbe essere colpita solo da onde relativamente piccole, con altezze inferiori a 9 metri, molto probabilmente intorno a 1,5 metri. Alle onde basterebbero circa 15 minuti per attraversare il Golfo di Napoli.

La caldera dei Campi Flegrei vista da nord con la citta di Napoli e il Vesuvio sullo sfondo (immagine da Google Earth)

Tuttavia, nello scenario peggiore, onde alte 30 metri potrebbero colpire la costa. “Nel caso di una grande esplosione nel Golfo di Pozzuoli, le nostre previsioni suggeriscono che gli tsunami generati da tale esplosione avrebbero onde che colpiscono la costa alte decine di metri. Questo colpirebbe ampiamente le aree costiere densamente popolate nel Golfo di Pozzuoli con dense infrastrutture, come case, reti ferroviarie, ristoranti, edifici storici, ecc. Per le esplosioni più grandi, le onde in arrivo su Napoli avrebbero le ampiezze più alte di circa 1,5 metri. L’impatto sulla costa sarebbe sicuramente più piccolo rispetto a Pozzuoli, ma queste onde possono ancora avere effetti devastanti nel porto e sugli edifici dell’area di Napoli. Parliamo di una delle aree più densamente popolate sulla Terra”, ha spiegato Ulvrova.

Il team di esperti afferma che il rischio tsunami dovrebbe essere incluso nel Piano di Emergenza Nazionale per i Campi Flegrei. Ulvrova ha dichiarato che mentre la probabilità di un’eruzione al largo è piuttosto bassa, “i risultati possono essere direttamente un apporto nei processi decisionali nel caso di un’emergenza legata ad un’esplosione vulcanica in quell’area”. Christopher Kilburn, professore di scienze terrestri dell’University College London, ha dichiarato a Newsweek che la ricerca sulla minaccia vulcanica ai Campi Flegrei si è prevalentemente concentrata sulle eruzioni sulla terra, “tuttavia, un’eruzione al largo non può essere esclusa categoricamente, quindi lo studio è importante per assicurarsi che la Protezione Civile italiana sia preparata anche per scenari meno probabili”.