“Non ci sono sepolture e non ci sono ossa: le due tombe sono completamente vuote, è incredibile“: lo ha dichiarato l’avvocato Laura Sgrò, legale della famiglia di Emanuela Orlandi, al termine delle operazioni di apertura delle due tombe nel cimitero Teutonico. “Le operazioni si sono concluse: una tomba è in fase di chiusura per l’altra è stato disposto l’ordine che resti aperta ancora per qualche ora. L’unica certezza – sottolinea Sgrò lasciando la città del Vaticano con Pietro Orlando – è che non ci sia nessun cadavere sepolto in nessuna delle due tombe. Tutti quanti siamo rimasti meravigliati di questa cosa“.
“Tutto mi aspettavo tranne che trovare tombe vuote“: così Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, al termine delle operazioni di apertura delle due tombe nel cimitero teutonico. “In merito a una delle due tombe tempo fa il custode diceva che era stato incaricato dalla famiglia di tenere anche fiori e lumini. Mi sembra assurdo che le famiglie non sappiano. A questo punto anche loro dovrebbero risentirsi e chiedersi dove sono i resti dei loro parenti“.
La ristrutturazione del vano sotterraneo, circa 4 metri per 3,70, sotto la tomba della principessa Sophie von Hohenlohe “non era di 200 anni fa“, ha dichiarato Pietro Orlandi. Oltre a parti più antiche, vi erano pareti in cemento e non in calce.
Le operazioni di apertura delle due tombe erano state disposte dalla magistratura vaticana per accertare che non contenessero, come ipotizzato dalla difesa della famiglia, i resti di Emanuela Orlandi, la ragazza misteriosamente scomparsa nel giugno del 1983.
Si sono concluse alle ore 11:15 le operazioni al Campo Santo Teutonico nell’ambito delle incombenze istruttorie del caso Orlandi. Le ricerche hanno dato esito negativo: non è stato trovato alcun reperto umano né urne funerarie, rende noto ufficialmente il Vaticano in una nota, che spiega che “sono in corso verifiche documentali riguardanti gli interventi strutturali avvenuti nell’area del Campo Santo Teutonico“. L’accurata ispezione sulla tomba della Principessa Sophie von Hohenlohe ha riportato alla luce un ampio vano sotterraneo di circa 4 metri per 3,70, completamente vuoto. Successivamente si sono svolte le operazioni di apertura della seconda tomba-sarcofago, quella della Principessa Carlotta Federica di Mecklemburgo: al suo interno non sono stati rinvenuti resti umani. I familiari delle due Principesse sono stati informati dell’esito delle ricerche. Agli accertamenti hanno collaborato il personale della Fabbrica di San Pietro, il professor Giovanni Arcudi, coadiuvato dal suo staff, alla presenza di un perito di fiducia nominato dal legale della famiglia di Emanuela Orlandi. Erano presenti l’avvocato della famiglia Orlandi, Laura Sgrò, e il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi. Hanno seguito tutte le fasi dell’operazione il Promotore di Giustizia del Tribunale dello Stato della Città del Vaticano, Gian Piero Milano, e il suo Aggiunto Alessandro Diddi, insieme il Comandante del Corpo della Gendarmeria Vaticana, Domenico Giani.
Per un ulteriore approfondimento, sono in corso verifiche documentali riguardanti gli interventi strutturali avvenuti nell’area del Campo Santo Teutonico, in una prima fase alla fine dell’Ottocento, e in una seconda più recente fase tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso.
“Oggi un giorno importante”
Quello di oggi è “comunque un giorno importante per un motivo: perché oggi il Vaticano per la prima volta dopo 36 anni ammette che ci possa essere la possibilità di una eventuale responsabilità interna“: lo ha dichiarato il fratello di Emanuela Orlandi, Pietro. “E’ la prima volta che dopo 36 anni accettano una collaborazione concreta, che è sempre stata negata. Il Vaticano – secondo Pietro Orlandi – non ha mai voluto collaborare con gli inquirenti, con la famiglia, hanno sempre detto che era assurdo poter pensare anche minimanente che potessero esserci responsabilità interne. Oggi il fatto di aprire queste tombe vuole dire che il Vaticano comincia a capire non può continuare con questo silenzio, questa omertà, questo non voler fare emergere la verità“. “A un certo punto qualcuno deve cedere, siccome io non farò mai un passo indietro, io andrò sempre avanti finché non arriverò alla verità su Emanuela, se qualcuno dovrà cedere dovranno essere quelle persone che sono a conoscenza di quello che è accaduto e che fino ad oggi hano mantenuto un silenzio e un’omertà“. “Personalità all’interno del Vaticano e personalità all’interno dello Stato italiano“. Il fatto che nelle tombe non ci fossero resti delle due principesse che dovrebbero essere lì sepolte, è “un po’ inquietante“. “Io in quel momento quel che ho pensato è non ci sono i resti di Emanuela, per il resto delle risposte dovranno darle loro in qualche modo“.
















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