Centinaia di incendi in Siberia, Putin invia l’esercito: in fumo milioni di ettari e sui social scoppia la protesta

L’invio dell’esercito arriva dopo che sui social è scoppiata la rivolta per la lenta risposta delle autorità nello spegnere gli incendi che da inizio luglio devastano la Siberia

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha ordinato l’invio dell’esercito sulle regioni della Siberia colpite dagli incendi. Lo ha riferito il Cremlino. La maggioranza dei roghi attivi è nella regione di Irkutsk, dove i vigili del fuoco sono alle prese con 59 incendi in una superficie di 78.226 ettari. Cinque incendi hanno colpito aree naturali protette, per un totale di 1.712 ettari. Nella regione russa di Krasnoyarsk i vigili del fuoco sono alle prese con 47 roghi su una superficie di 21.926 ettari mentre a Yakutia gli incendi sono 24 (1.403 ettari). Nelle operazioni sono impegnate 2.720 e 390 squadre specializzate, 62 aerei. La Difesa ha annunciato l’invio di 10 aerei IL-76 e di 10 elicotteri.

Credit: Pierre Markuse / Copernicus Sentinel

L’invio dell’esercito arriva dopo che sui social è scoppiata la rivolta per la lenta risposta delle autorità nello spegnere gli incendi che, da giorni, bruciano le foreste della Siberia. Su tutto il territorio russo, sono arrivati a 150 gli incendi boschivi, che si stanno estinguendo, ma almeno altri 300 sono in corso, in aree difficili da raggiungere. In totale, le fiamme hanno bruciato circa tre milioni di ettari di territorio, e il fumo ha avvolto anche alcune zone della Mongolia. La crisi è tale che i russi hanno affidato ai social le loro proteste, arrabbiati per la lenta risposta delle autorità all’emergenza.

Fino ad ora, le amministrazioni locali erano rimaste a guardare: un regolamento prevede, infatti, che si può non intervenire finché i roghi non minacciano i centri abitati, se i costi delle operazioni di estinzione superano i possibili danni causati dai roghi. Ma davanti alla gravità della situazione, il premier Dmitri Medvedev ha fatto ieri una riunione d’emergenza con i responsabili dei ministeri coinvolti e ha incaricato il ministero dell’Ambiente, Dmitry Kobylkin, di recarsi in Siberia per valutare personalmente la situazione.

incendio incendi boschivi

Particolarmente assediato dalle critiche il governatore di Krasnoyarsk, Aleksandr Uss, che aveva detto che “gli incendi sono fenomeni naturali comuni e combatterli è senza senso; a nessuno viene in mente di affondare un iceberg per rendere più tiepida la temperatura in inverno“. Davanti ai calcoli economici delle amministrazioni locali che non si preoccupano del fatto che gli abitanti delle zone interessate dai roghi abbiano difficoltà a respirare per via del fumo degli incendi, sui social si è scatenata la protesta a colpi di hashtag. #SalvateLaSiberia e #LaSiberiaBrucia sono diventati gli slogan della protesta, mentre designer e artisti e personaggi dello showbiz russo hanno lanciato appelli al governo perché intervenga.

Gli incendi boschivi in Siberia sono, purtroppo, un fenomeno regolare: il surriscaldamento di queste aree ha seccato gli acquitrini pieni di torba la quale, essiccata, si incendia facilmente. Quest’anno, però, la situazione è peggiore. Il ministero delle Risorse naturali ha già riferito che l’area delle foreste colpita da incendi è del 12% in più rispetto al 2018. I roghi sono in corso dall’inizio di luglio e lo stato d’emergenza è stato introdotto nella regione di Irkutsk, nel territorio di Krasnoyarsk, in due distretti della Buriazia e in una regione della Yakuzia.