Genova, crollo Ponte Morandi: per gli inquirenti il nuovo Video è la “prova regina”. Ecco le immagini

Crollo ponte Morandi, le strazianti immagini di un nuovo video che per gli inquirenti è decisivo

Spunta un nuovo video, finora secretato, del crollo del ponte Morandi, definito dagli inquirenti la “prova regina”. Vedere ancora una volta le luci di un’auto che precipita tra le macerie del ponte, dove hanno perso la vita 43 persone, e’ lacerante. E le immagini valgono piu’ di mille parole, soprattutto quando raccontano una morte atroce e assurda. Ma mentre gli inquirenti e gli esperti analizzano il video, in altre stanze si discute ancora della revoca, che il ministro Toninelli dice ‘sara’ totale’ della concessione a Aspi. Nel filmato, che la Ferrometal ha consegnato alla Guardia di Finanza di Genova, si assiste al massacro che si compie in 14 secondi, il momento esatto del collasso della grande struttura di cemento armato. Dicono gli inquirenti che nel video inedito “si nota il cedimento dello strallo sulla pila, in particolare quello a sud ovest“.

crollo ponte morandi genova videoNon e’ facile capire se si stia parlando dell’antenna dello strallo sulla pila 9, che pero’ nel video non si vede, oppure della spaccatura a meta’ dello strallo stesso che a un certo punto, nel momento in cui sull’impalcato passa un camion, si piega e si stronca determinando cosi’ la ‘torsione’ dell’impalcato del ponte che crolla trascinandosi dietro la pila. Poco si vede d’altro: pioveva a dirotto quel giorno e la pioggia mescolata alla polvere determinata dal crash ha creato una patina che impedisce di vedere il crack dello strallo e l’impalcato che cede. Solo le luci di un’ auto che precipita: un secondo e mezzo per morire. Secondo i consulenti tecnici della societa’ Autostrade il video diffuso dalla Guardia di finanza “non chiarisce le cause del crollo”. Aspi, sottolineando che viene “mostrata solo la cinematica del cedimento” della struttura, sottolinea che il video “non inquadra tutti i componenti essenziali del ponte”. Intanto mentre si alimenta lo scontro tra Governo e societa’ concessionaria entrano in campo anche i sindacati a tutela dei lavoratori del gruppo. Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Sla Cisal e Ugl esprimono “preoccupazione per le modalita’ con cui si sta svolgendo il dibattito sul tema delle concessioni autostradali che, prima dell’immane tragedia del crollo del Ponte Morandi, e’ stato assente a livello nazionale e che invece dopo, ha conquistato una centralita’ ma in maniera fuorviante e pericolosa”.

Ufficio Stampa Vigili del Fuoco/LaPresse

Le organizzazioni chiedono “un confronto con il Ministero e con l’Autorita’ dei trasporti” “sul recupero del gap infrastrutturale del paese, la qualita’ del servizio offerto, la sicurezza della circolazione, il mantenimento dell’occupazione”. La determinazione dell’esecutivo, espressa a piu’ riprese oggi dal ministro Toninelli comporta l’andamento negativo del titolo Atlantia in Borsa dove chiude lasciando sul terreno il 3,2% a 22,17 euro dopo aver toccato un minimo di seduta a 21,81 euro. Per Toninelli Atlantia ha “un potere enormemente superiore a quello dello Stato” a causa dei “politici professionisti che ci hanno preceduto”. E spiega come “quando si mette una clausola per cui anche se lo Stato revoca in maniera legittima per gravi inadempimenti la concessione a Aspi deve pagare da qui al 2038 tutti gli utili netti e’ illegittimo. E’ una clausola che non esiste – spiega – ed e’ incostituzionale. Penso che con calma nelle prossime settimane chiuderemo il procedimento amministrativo con un decreto del sottoscritto e del ministro Tria e si vedra’ che cosa si potra’ fare”. “Senza nessun caos” sottolinea nel giorno in cui, sostenuto dal M5s, chiede a Salvini di “non fare l’avvocato dei Benetton”. Ma a ribadire le perplessita’ della Lega sulla questione arriva la posizione del ministro delle Politiche agricole Centinaio che si dice “favorevole alla revoca della concessione se non propongono alternative. Non difendo Atlantia ne’ tantomeno i Benetton. Prima voglio vedere le carte. Ma il tempo dei no e’ finito, e’ tempo di costruire proposte alternative”.