Esplosione Stromboli, il racconto dei turisti: “Iddu ci ha fatto paura, ma l’ultima cosa da fare è andare verso il mare”

Eruzione Stromboli: "Bisogna conoscere i rumori e gli odori, e sicuramente in un caso del genere l'ultima cosa da fare è andare verso il mare"

Ieri effettivamente abbiamo avuto un po’ di paura: ma abbiamo scelto di restare e, se non ci sono altri eventi paurosi, porteremo a termine la nostra vacanza fino all’otto luglio“: lo ha raccontato Zelda De Lillo, romana, a Stromboli assieme al compagno e al suo cane, tra i tanti turisti presenti sull’Isola dopo l’esplosione di ieri. “Il cane stranamente ieri non ha avuto paura, è stato sempre accanto a noi. Ci siamo preoccupati perché, pochi secondi dopo le esplosioni, si è alzata una colonna di fumo e lapilli molto alta: quella era preoccupante. Siamo saliti a casa a prendere un paio di cose e poi abbiamo aspettato…“.

Io conosco ‘Iddu’ (“Lui”, il vulcano), se lo rispetti ti rispetta… Non credo che ci sia motivo di andarsene“, dichiara Valerio Gironi, milanese, ma stromboliano di adozione, dato che da 30 anni trascorre le sue estati sull’Isola: “Siamo abituati a questa reazione, bisogna conoscere i rumori e gli odori e sicuramente in un caso del genere l’ultima cosa da fare è andare verso il mare…“.

Dopo la paura di ieri l’isola delle Eolie si avvia lentamente al ritorno alla normalità.
Il comandante dell’aliscafo Ammari, Giancarlo Porcì, dice: “Mi sembra ci sia meno gente. A Stromboli sono scesi in 56, solo lo scorso mese erano 100-150. Ma credo sia normale, non c’è niente di preoccupante“.
Intanto sulla spiaggia nera di Petrazze i turisti fanno il bagno e i bimbi giocano in acqua.

Tra le persone che hanno scelto l’Isola per un po’ di relax c’è anche Carmen, arrivata con il marito per una breve fuga romantica: “E’ il viaggio di nozze che non siamo riusciti a fare lo scorso anno – racconta all’Adnkronos -. Ci siamo detti ‘stacchiamo dalla routine e facciamo qualcosa’“.
Dovevano arrivare proprio ieri, nel giorno in cui il vulcano, “Iddu”, ha eruttato seminando il panico tra residenti e turisti. Poi un impegno di lavoro ha trattenuto il marito. “Fatalità” allarga le braccia lui. “Abbiamo chiamato la protezione civile e ci siamo informati con la Compagnia di navigazione. Ci hanno detto che i collegamenti erano regolari. Tutti ci hanno rassicurato e quindi abbiamo deciso di partire“. Carmen è al sesto mese di gravidanza e lei le Eolie le vede ogni giorno, dalla costa della sua Milazzo. “Ci hanno detto che siamo dei pazzi – racconta il marito –, ma chi vive su un vulcano è abituato a queste eruzioni“.

Paura? Assolutamente no, mi è dispiaciuto non essere a Stromboli ieri. Avevamo in programma un’escursione a Vulcano ed eravamo là. Dal mare abbiamo visto l’alta colonna di fumo“: sono le parole di Morgana, che viene da Bormio e ha visitato spesso le isole Eolie. “Purtroppo – dice all’Adnkronos – la vacanza è finita, ma a settembre tornerò proprio a Ginostra. Eravamo lì appena martedì scorso, mi piace tantissimo e spesso faccio escursioni. Peccato dover ripartire“.

Siamo abituati alle esplosioni sull’isola di Stromboli, ma in realtà non siamo mai abbastanza preparati. Non si sa mai quello che può succedere. E’ sempre una sorpresa. E quella di ieri è stata una grossa sorpresa. Abbiamo avuto paura, è normale. Pero, dura pochissimo. Poi passa“: lo racconta Paolo De Rosa, tecnico informatico, che vive sull’Isola da oltre 40 anni. Ieri si trovava sull’isola quando c’è stata la violenta esplosione. Da anni fa il volontario della Croce rossa ed è addestrato ai momenti di pericoli. “E’ chiaro che sempre un momento di paura – ribadisce all’Adnkronos – è un attimo perché non sai quello che sta succedendo“. “Chi viene qui in vacanza sa che questa isola è vulcanica e lo mette in conto. Sappiamo che il vulcano è attivo come l’Etna“, “solo che non si è mai preparati e ieri molti turisti sono scappati dopo l’esplosione. C’è chi è pure buttata in mare, cosa sbagliatissima perché in casi come questo all’esplosione può seguire uno tsunami“. Paolo De Rosa tiene anche a precisare che “la parte più fragile dell’isola si trova sotto acqua, l’impalcatura si trova proprio sotto“.