FaceApp spopola sui social ma crescono le preoccupazioni per privacy e sicurezza: ecco tutti i rischi dell’APP russa che ci invecchia

Attualmente FaceApp è una delle app più scaricate sia su iOS che su Android ma gli esperti sono preoccupati per la privacy e la sicurezza degli utenti: ecco quello che c'è da sapere sull'app che modifica il viso

Gli esperti stanno avvisando sui problemi di sicurezza quando si utilizza FaceApp, la nuova app che trasforma il viso per farlo sembrare più vecchio, più giovane o addirittura di sesso diverso. Sviluppata da un team russo nel 2017, l’app è diventata virale negli ultimi giorni e tutti, dal vicino di casa ai vip più noti, non riescono a resistere alla tentazione di vedersi con qualche annetto in più. In Italia, non ci facciamo mancare mai nulla così anche un primo cittadino si è lasciato andare al divertimento, scatenando l’ira dei suoi concittadini. Il servizio gratuito utilizza l’intelligenza artificiale per modificare una foto presente nella gallery del telefono e trasformarla in una di età doppia o tripla rispetto all’attuale. Può cambiare anche il colore dei capelli, aggiungere la barba, cambiare genere e persino far sembrare più giovani.

Attualmente FaceApp è una delle app più scaricate sia su iOS che su Android ma gli esperti sono preoccupati di una clausola più discutibile dell’app, che può avere accesso, conservare e utilizzare le immagini della gallery del telefono senza autorizzazione. Con il grande aumento di popolarità degli ultimi giorni grazie all’hashtag #faceappchallenge che spopola sui social, alcuni si sono posti la domanda su quanto siano sicuri i dati utenti e su cosa faccia davvero l’app con le foto. I termini e le condizioni dell’app essenzialmente danno a FaceApp l’accesso ad utilizzare, modificare, adattare e pubblicare qualsiasi immagine offerta in cambio dell’applicazione dell’intelligenza artificiale.

A questo proposito, James Whatley, stratega di Digitas (Regno Unito), ha scritto sul suo profilo Twitter: “Si garantisce un’autorizzazione perenne, irrevocabile, royalty free ad utilizzare, adattare, pubblicare, distribuire i contenuti degli utenti in tutti i formati multimediali quando si posta o si condivide”. FaceApp può utilizzare il nome, il nome utente o “qualsiasi immagine fornita” in qualsiasi formato multimediale senza alcuna compensazione e non si ha la possibilità di eliminare tutto questo o lamentarsi e reclamare. Il materiale acquisito, inoltre, continuerà ad essere conservato nell’app anche quando questa sarà eliminata. Secondo Tech Crunch, l’app è anche in grado di accedere alle foto sulla piattaforma iOS della Apple anche se l’utente ha impostato “mai” come autorizzazione per le foto.

Nel 2017, quando è apparsa per la prima volta, l’intera informativa privacy dell’app è finita sotto la lente di ingrandimento per essere blanda e vaga.

Questa app dimostra quante informazioni le persone stiano cedendo su internet utilizzando un servizio gratuito. E in una società sempre più basata sulla tecnologia, alcuni esperti hanno sottolineato la pericolosità di dare alle aziende questo tipo di accesso.  L’esperto di tecnologia Steve Sammartino ha dichiarato che bisogna stare attenti quando si utilizzano queste app: “Ora il viso è una forma di copyright per cui bisogna essere molto attenti a chi si dà l’autorizzazione di accedere ai dati biometrici. Se iniziate ad usarle, volenti o nolenti, in futuro quando utilizzerete il vostro viso per accedere ad altre cose, come carte di credito o denaro, quello che avrete fatto è aver dato le chiavi agli altri”.