Il fungo killer “Candida auris” è stato “creato” dal riscaldamento globale 

Il "fungo killer" sarebbe un prodotto dei cambiamenti climatici, che hanno creato le condizioni affinché si adattasse e riuscisse a infettare l'uomo

Il “fungo killer” che preoccupa gli esperti a livello mondiale perché spesso si rivela resistente ai farmaci, sarebbe un prodotto dei cambiamenti climatici, che hanno creato le condizioni affinché si adattasse e riuscisse a infettare l’uomo: è quanto rilevato da una ricerca pubblicata su mBio, che descrive il primo caso di infezione da fungo “innescata” dal riscaldamento globale.
I ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health hanno studiato la suscettibilità termica (la capacità di sopravvivere ad alte temperature) della Candida Auris, confrontandola con quella di alcuni funghi geneticamente simili: gli esperti hanno scoperto che è in grado di resistere a temperature più alte rispetto alle altre specie oggetto di indagine, che invece non riescono a tollerare le temperature corporee dei mammiferi.
Sarebbe l’adattamento alle alte temperature una delle cause della diffusione della Candida Auris, che negli Stati Uniti ha fatto registrare centinaia di casi.
Secondo i risultato dello studio, una ulteriore prova a carico della “responsabilità” dei cambiamenti climatici è il fatto che la capacità di infettare l’uomo è emersa contemporaneamente in 3 continenti – America, Africa e Asia – in ceppi distinti.

I dati suggeriscono che questo è l’inizio di una fase in cui i funghi si stanno adattando alle alte temperature e stiamo per avere sempre più problemi di questo tipo. Il riscaldamento globale porterà alla selezione di ceppi più tolleranti dal punto di vista termico,” ha spiegato il coordinatore dello studio Arturo Casadevall.