Luna, il giornalista grillino insiste sul complotto: “è stata solo propaganda USA, lo Sbarco non c’è mai stato”

Sbarco sulla Luna, il giornalista grillino Ivo Mej pubblica sul Fatto Quotidiano un articolo complottaro che fa discutere il web

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Ci sono evidenze, leggi della fisica che non tornano nella teoria dell’allunaggio: tante cose illogiche. Un esempio? Gli astronauti comunicavano con la Terra a una velocità troppo elevata rispetto al tempo che avrebbe dovuto metterci la voce per andare e tornare dalla Luna. E poi le foto, le ombre… tanti fotografi all’epoca hanno confutato quelle immagini“. A parlare, interpellato dall’Adnkronos, è il giornalista Ivo Mej, esponente del Movimento 5 Stelle, già candidato consigliere comunale a Roma a sostegno di Virginia Raggi, autore di un articolo, pubblicato alcuni giorni fa nella sezione blog del Fatto Quotidiano, dal titolo ‘Insomma, sulla Luna ci siamo stati o no?’.

Nel pezzo, che ovviamente ha fatto molto discutere sui social, si parla del documentario ‘American Moon’ di Massimo Mazzucco, definito da Mej una “serena e plausibile confutazione della verità ufficiale sulla Luna“. Tesi che il giornalista ribadisce a gran voce: “In quegli anni l’America aveva bisogno di fare propaganda: c’era la guerra in Vietnam, gli Usa stavano perdendo la corsa allo spazio e quindi hanno dato vita a un esperimento psicosociale. Armstrong e gli altri non sono mai andati al di là dell’orbita…“. Tutti attori “pagati“, quindi, come sostiene il terrapiattista Albino Galuppini? “Gli astronauti sono militari e sono tenuti a rispettare gli ordini. E poi, guardate le immagini della conferenza stampa dei membri dell’equipaggio dell’Apollo 11, dopo le tre settimane di ‘quarantena’: sembrano incazzati neri, non hanno la faccia dei trionfatori… come mai?“.

Per il blogger ‘negazionista’ il mondo per decenni ha ignorato una verità che aveva davanti agli occhi. E a supporto della sua teoria cita la diatriba sull’effettiva identità del San Giovanni ritratto nell’Ultima Cena di Leonardo: “E’ chiaramente una donna – dice sicuro MEJ -, lo scrive anche Dan Brown nel ‘Codice Da Vinci‘”. Ma se quello non era San Giovanni, allora l’apostolo di Gesù dov’era? “Non lo so dov’era ma quella è una donna, a quel tempo gli uomini in Palestina avevano la barba, ce l’avevano tutti, quello è un viso da donna“, rimarca il giornalista.