Mihajlovic e la leucemia, se il campione serbo diventa modello di prevenzione contro la malattia: “fate i controlli, è l’unica speranza”

Mihajlovic ha la leucemia: il tecnico serbo rivela tutti i dettagli sulla scoperta della malattia e diventa un modello di prevenzione medica

Sinisa Mihajlovic modello di prevenzione contro la malattia: l’allenatore del Bologna, 50enne serbo e centrocampista di classe che ha fatto la storia di Stella Rossa, Sampdoria e Lazio (in serie A ha giocato anche nella Roma e nell’Inter), ieri ha annunciato in una conferenza stampa di avere la leucemia. Diagnosticata appena due giorni fa. “Le mie non sono lacrime di paura: io la malattia la rispetto ma la vincerò guardandola negli occhi, affrontandola a petto in fuori. Martedì comincerò le cure e non vedo l’ora, prima si comincia e prima finisco. È una malattia in fase acuta, aggressiva ma attaccabile. Ci vuole un po’ di tempo ma si può guarire e sconfiggere. Come ho spiegato ai miei giocatori nella nostra conference-call: noi dobbiamo giocare per vincere, andare a pressare alti, fare due gol e trionfare. Questa è la tattica che piace a me ed è quella che userò. Così ce la farò: per me, la mia famiglia, tutti“.

Foto di Filippo Rubin / Lapresse

Mihajlovic racconta come ha scoperto la malattia: “Il 28 febbraio avevo fatto le analisi: tutto bene. Fino al 27 maggio ho continuato ad allenare, giocavo a padel due ore al giorno, non avevo stanchezza né chiazze rosse. Niente. Io faccio sempre le visite perché mio padre è morto di cancro e se non avessimo fatto queste cose non avremmo scoperto la malattia. Tutti pensano che io grande e grosso non possa avere niente: nessuno è invincibile. L’unica speranza è la prevenzione. In quei momenti la tua vita cambia in un attimo. Ti svegli, pensi che l’incubo finisca, ma capisci che invece è vero“. Nell’era dei no-vax e del populismo dilagante, proprio dal mondo del calcio considerato l’emblema dell’ignoranza arriva invece un esempio di saggezza scientifica.

Foto di Filippo Rubin / Lapresse

Quando mi hanno detto che avevo la leucemia ho preso una bella botta. Sono stato chiuso in stanza due giorni, a piangere, pensare: ti passa tutta la vita davanti. Voglio scusarmi con quei 4-500 a cui non ho risposto per messaggio e ringraziare il Bologna: è una famiglia. Ho pianto molto, ma l’ho fatto quando ho visto certi messaggi: non devo fare pena a nessuno. Vincerò io, e dopo sarò un uomo migliore e più maturo“.

Il dottor Gianni Nanni, responsabile dello staff medico del Bologna, ha spiegato com’è andata: «Tutto è nato praticamente il giorno prima del ritiro. Lui si è presentato con uno strappo muscolare. Dopo una risonanza è emerso un segnale particolare a livello osseo. Il giorno dopo abbiamo avuto subito il risultato midollare, siamo riusciti a capire che si trattava purtroppo di quella problematica. Oggi grazie a quello che si sa e c’è a disposizione si può parlare di futuro, di un allenatore che può allenare. Ci sono terapie assolutamente efficaci per una malattia che si può vincere e combattere in tempi brevi. Sarà ricoverato al Sant’Orsola, i dottori saranno Cavo e Curti: siamo in ottime mani. Non sappiamo quanto tempo ci vorrà: ma arriveremo in fondo. Vincendo, Sinisa tornerà ancor più la macchina da guerra che è“.