“Ci andremo entro il decennio”, il sogno della Missione spaziale Apollo 11 che John Fitzgerald Kennedy non vide

Missione spaziale Apollo 11: voluta e annunciata da John Fitzgerald Kennedy, non riuscì a vederla

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Scegliamo di andare sulla Luna entro la fine del decennio, e di compiere tutte le altre imprese, non perche’ siano facili, ma perche’ sono difficili“. Quando il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy pronuncio’ queste parole, il 12 settembre 1962, durante un discorso alla Rice University, in Texas, molti restarono incantati. Il mondo era diviso in due blocchi contrapposti, l’America era frustrata dallo strapotere dell’Unione Sovietica nello spazio. Nel ’57 i sovietici avevano mandato n orbita il primo satellite artificiale, lo Sputnik, e nel ’61 il primo uomo, Jurij Gagarin. A cavallo delle due imprese, gli Stati Uniti erano corsi ai ripari, creando la Nasa, l’ente spaziale americano, ma la sfida sembrava impossibile. Fino a quel giorno.

L’esplorazione dello spazio, fu il messaggio di Kennedy, avrebbe rappresentato una delle piu’ grandi avventure di tutti i tempi. Il messaggio del giovane presidente arrivo’ dritto al cuore degli americani, non solo per la parte finale del discorso, quel “non perche’ sono facili, ma perche’ sono difficili”, ma perche’ Kennedy diede alla sfida una scadenza ravvicinata e inattesa: “Entro la fine del decennio“. Mancavano sette anni e 111 giorni. Il presidente indico’ la sfida verso una “nuova frontiera” nel discorso che, per la storia, segno’ l’inizio della missione sulla Luna. In realta’, quando Kennedy parlo’ all’universita’, in occasione della sua nomina a professore onorario, il progetto era gia’ partito, ma in quel modo la Casa Bianca volle dare un’accelerazione, fissando una scadenza ufficiale. Non restavano che sette anni per andare sulla Luna. “La sua conquista – disse agli studenti – merita il meglio di tutta l’umanita’, l’opportunita’ di cooperazione pacifica potrebbe non ripresentarsi“.

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Credit: NASA

Ma perche’ la Luna?, aggiunse il presidente. “Perche’ preferire questo come nostro obiettivo?”, continuo’ davanti a una platea immersa nel silenzio. “Allora perche’ scaliamo le montagne piu’ alte? Perche’ abbiamo trasvolato l’Atlantico? Perche’ la Rice University sfida la Texas? Noi scegliamo di andare sulla Luna perche’ quell’obiettivo ci servira’ come misura delle nostre migliori energie e capacita’, perche’ e’ una sfida che vogliamo accettare e intendiamo vincere”. Nel messaggio, Kennedy mise anche in rilievo la ricaduta positiva sull’istruzione universitaria, convinto che una grande impresa avrebbe spinto migliaia di giovani americani a studiare le materie scientifiche, affascinati dall’avventura spaziale. Nonostante i sette anni di tempo sembrassero un limite impossibile, il primo uomo mise piede sulla LUNA cinque mesi prima della scadenza, il 20 luglio ’69. Ed era americano: Neil Armstrong. Kennedy, pero’, non pote’ celebrarlo: quattordici mesi dopo il discorso alla Rice, il 22 novembre 1963, il presidente fu assassinato a Dallas.