Ondate di calore, OMS: ogni anno esposte 125 milioni di persone in più

OMS: "Le temperature globali così come la frequenza e l'intensità delle ondate di calore aumenteranno nel 21° secolo"

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha rilevato che tra il 2000 e il 2016 il numero di persone esposte alle ondate di calore è aumentato di circa 125 milioni l’anno: in particolare, nel 2015 si è raggiunto il picco di 175 milioni di persone in più rispetto agli anni precedenti. Secondo l’OMS si tratta di una tendenza “in aumento a causa dei cambiamenti climatici e destinata a proseguire“. Globalmente, “si osservano eventi estremi di temperatura in aumento nella loro frequenza, durata e magnitudine. Gli eventi singoli possono durare settimane, verificarsi consecutivamente e causare una significativa mortalità in eccesso“.
Le temperature globali così come la frequenza e l’intensità delle ondate di calore aumenteranno nel 21° secolo“: periodi prolungati di alte temperature diurne e notturne creano “uno stress fisiologico cumulativo sul corpo umano che aumenta principali cause di morte a livello globale, tra cui malattie respiratorie, renali, cardiovascolari e diabete mellito“.
Le ondate eccessive, prosegue l’OMS, hanno anche importanti effetti indiretti sulla salute: possono “alterare il comportamento umano, la trasmissione di malattie e la qualità dell’aria“, “innescare emergenze sanitarie pubbliche e provocare impatti socioeconomici a cascata“, come ripercussioni sui servizi sanitari e di erogazione di acqua ed energia elettrica.

Il problema riguarda tutti, ma le persone più vulnerabili sono anziani, neonati e bambini, donne incinte, operai che lavorano in ambienti esteri, atleti e poveri.
Per prevenire gli impatti negativi sulla salute l’OMS ha preparato una guida, disponibile sul portale web.
L’Organizzazione consiglia, ad esempio, di bere regolarmente, fare docce per rinfrescarsi, evitare di uscire nelle ore calde, mangiare cibi poco proteici.