Salute: in Italia 9 casi confermati di encefalite virale da zecche nel 2019

Al sistema di sorveglianza nazionale integrata delle arbovirosi sono stati segnalati 9 casi confermati di encefalite virale da zecche

“Dal 1 gennaio al 30 giugno 2019, al sistema di sorveglianza nazionale integrata delle arbovirosi sono stati segnalati 9 casi confermati (8 autoctoni e 1 associato a un viaggio all’estero) di encefalite virale da zecche (Tbe), 1 caso confermato di infezione neuro-invasiva da Toscana virus (autoctono), 51 casi confermati (tutti casi associati a viaggi all’estero) di Dengue, 11 casi confermati (tutti casi associati a viaggi all’estero) di Chikungunya e 2 casi confermati di infezione da virus Zika (di cui un caso di sindrome congenita da Zika virus)“: lo rende noto l’Istituto Superiore di Sanità.

Le arbovirosi sono zoonosi causate da virus trasmessi da vettori artropodi (arthropod-borne virus, come per esempio zanzare, zecche e flebotomi) tramite morso/puntura. Interessano sia l’uomo che gli animali. Al momento attuale si contano oltre 100 virus classificati come arbovirus, in grado di causare malattia nell’uomo. La maggior parte di questi appartengono a famiglie e generi tra i quali i Togaviridae (Alphavirus), i Flaviridae (Flavivirus) e i Bunyaviridae(Bunyavirus e Phlebovirus). In Italia, gli arbovirus possono essere causa di infezioni sia importate sia autoctone e possono causare malattie con presentazioni cliniche diverse. Per questo motivo, le arbovirosi devono essere considerate nella diagnosi differenziale in caso di storia di viaggio all’estero o in presenza di nota diffusione sul territorio nazionale.

La sorveglianza nazionale

In Italia, sono soggette a sorveglianza speciale le seguenti arbovirosi: Chikungunya, Dengue, Zika, West Nile, Usutu, Encefalite da zecca (Tbe) e le infezioni neuro-invasive da virus Toscana.

Le attività di sorveglianza integrata delle arbovirosi in Italia sono coordinate dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e, nel caso delle sorveglianze dei virus West Nile e Usutu dall’Istituto zooprofilattico dell’Abruzzo e del Molise (Izs-AM), in collaborazione con il ministero della Salute che, periodicamente, pubblica Piani di sorveglianza e risposta al fine di garantire un’individuazione precoce dei casi e ridurre il più possibile una eventuale diffusione.