Sbarco sulla luna e teorie del complotto, l’esperto: “Nell’era del cattivismo e degli haters, i social network conquistano le anime”

“L’impresa dell’Apollo 11 va preservata dal rischio di fake news e teorie complottiste aiutando i giovani e comprendere l’importanza di un evento che ha cambiato la storia dell’uomo"

Abbiamo da poco celebrato la storica impresa dell’Apollo 11, la missione della NASA che ha portato il primo uomo a mettere piede sulla luna. Nonostante siano poi seguite altre missioni simli e nonostante la grande eredità che l’Apollo 11 ci ha lasciato non solo come umanità ma anche dal punto di vista scientifico per la comprensione del sistema solare, sono ancora molte le persone che non credono allo sbarco dell’uomo sulla luna, ritenendo che sia stata solo una farsa. Francesco Pira, professore di comunicazione e giornalismo dell’Università di Messina in un articolo sulla rivista STRINGHE spiega come i social network  diffondono fake news e teorie complottiste.

Il modulo lunare Apollo 11. Credit: NASA

L’impresa dell’Apollo 11 va preservata dal rischio di fake news e teorie complottiste aiutando i giovani e comprendere l’importanza di un evento che ha cambiato la storia dell’uomo. Un obiettivo possibile se la storia anche sul web viene narrata attraverso immagini efficaci e commenti credibili”. Lo sostiene il sociologo Pira. Nel suo contributo intitolato “Dalla Tv ai social network: l’allunaggio è virale 50 anni dopo”, il professor Pira prova a spiegare come: “Anche i social network dove trovate di tutto sull’allunaggio, nell’era del cattivismo e degli heaters riescono a far breccia nei cuori e a conquistare le anime. Quegli uomini che posarono il loro piede sulla Luna sono ancora degli influencer eccezionali. Cosi come lo sono i giornalisti che hanno raccontato quell’evento incredibilmente forte. L’emozione che sui social vince sulle bufale, sulla cattiveria e sulle tante verità circolate prima attraverso i media tradizionali e poi attraverso le nuove tecnologie”.

Nell’articolo, Pira cita Bauman e sottolinea come “gli individui credono di essere connessi con il mondo ma vivono una confortevole solitudine” e poi ricorda con una stupenda massima dello scrittore Mark Twain: “ognuno di noi è una luna, ha un lato oscuro che non mostra mai a nessun altro”.

All’interno della rivista STRINGHE, numerosi contributi dei docenti dell’ateneo di Cosenza ma anche di esperti esterni. Non meno autorevoli le interviste, a partire da quelle al giornalista Tito Stagno, protagonista di una memorabile telecronaca dell’evento, e all’ingegnere della Nasa Edwin Z. Crues. Completano il quadro gli incontri con Barbara Negri e Raffaele Mascetti, dell’Agenzia spaziale italiana, che mettono a fuoco le attività scientifiche portate avanti dall’Asi, partecipando ai principali progetti internazionali del settore, e le prospettive della ricerca spaziale.