Sbarco sulla Luna, era tutto inventato “Kubrick girò un film nell’Area 51”: le assurde teorie dei terrapiattisti

Secondo i terrapiattisti lo sbarco sulla Luna non è mai avvenuto: "è tutto organizzato dalla massoneria per negare la veridicità della Bibbia e di Gesù". 

Si chiamo Albino Galuppini ed è una sorta di leader dei terrapiattisti italiani. Perché parlarne oggi? Perché oggi è il 20 luglio 2019, cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna, e secondo lui, ovviamente, non c’è nulla da festeggiare, perché secondo gli adepti del terrapiattismo su quel satellite l’essere umano non ha mai messo piede. A raggiungerlo telefonicamente per chiederli cosa pensa di questa ricorrenza è stata l’Adnkronos. Galuppini ha negato che l’impresa di Neil Armstrong e del resto dell’equipaggio dell’Apollo 11 sia effettivamente avvenuta, e ha spiegato la propria verità: è stato il regista Stanley Kubrick a girare il finto sbarco. “Non c’è nessuna prova che siamo andati sulla Luna. Le prove le ha fornite la Nasa e non c’è nessuna ‘parte terza’ che abbia verificato il materiale fornito dall’Agenzia spaziale americana. Dal punto di vista tecnico sono innumerevoli i problemi che un’impresa del genere comporterebbe oggi, figuriamoci negli anni ’60. E mi riferisco soprattutto all’affidabilità dei razzi…“.

Armstrong &Co? Chiaramente gente pagata, militari – continua Galuppini -. E’ come se qualcuno fotografasse la torre degli Asinelli di Bologna e la spacciasse per la torre di Pisa: uno che non può andare a Pisa deve per forza fidarsi. Lo stesso vale per le foto della Nasa…“. Secondo i terrapiattisti, dunque,  la Luna “è una luminaria ed è molto colorata: ci sono foto, non smentite, in cui si vede chiaramente il colore blu. Basta osservarla con un telescopio. Da lontano sembra giallastra, ma è colorata. Perché la Nasa ci mostra sempre le foto della Luna in bianco e nero?“.

E’ stato Kubrick a girare il finto allunaggio nell’Area 51, zona off limits situata nel deserto del Nevada. Lì – spiega il capo italiano dei terrapiattisti – hanno costruito la finta narrazione degli alieni, ma in realtà ci sono gli studi dove sono stati costruiti i paesaggi lunari. Kaysing sostiene che quei set siano ancora lì, conservati come una specie di museo. Probabilmente pensavano di utilizzarli per nuove missioni, ma questa è una mia idea…“.

Guglielmo Mangiapane/LaPresse

E ci sono anche degli indizi di questo finto allunaggio. Dove? Molto semplice, in un altro fil. di Kubrick, ovvero ‘Shining‘. “Basti pensare al maglione indossato nel film dal bambino, con il disegno del razzo e la scritta ‘Apollo 11’, e alla stanza 237 dell’Hotel, dove il numero rimanda alla distanza della Luna dalla Terra (237mila miglia). Lo stesso film ‘2001 odissea nello spazio‘, del 1968, sarebbe stato girato per mettere a punto la tecnologia necessaria a simulare l’allunaggio“, precisa Galuppini. Ma il perché di tutto questo nemmeno i terrapiattisti se lo sanno spiegate: “E’ una bella domanda. Quello che posso dire, è che lo sbarco sulla Luna non poteva avvenire, è stata una colossale messinscena. Una costruzione che è servita a controllare la gente, a far crescere la sua fiducia nella scienza in sostituzione della religione. E’ tutto organizzato dalla massoneria per negare la veridicità della Bibbia e di Gesù“.

Come al solito i terrapiattisti riescono a stupire e a dare sfoggio di tutta l’antiscienza di cui sono capaci. Eppure, nonostante le evidenti castronerie che sostengono ormai da anni, i seguici di questa vera e propria setta sono sempre più numerosi. Un ritorno al remoto passato che noi, amanti della scienza e della razionalità, difficilmente riusciremo a comprendere. Potremo solo riderne. Per non piangere.