Shock anafilattico, spesso nei bambini non viene riconosciuto: ecco gli alimenti che causano maggiori allergie

"Si diventa allergici a ciò che più si mangia, quindi, a seconda delle abitudini più frequenti si sviluppano le reazioni"

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Nel 50% dei casi di anafilassi la diagnosi è sbagliata. La grave reazione allergica conosciuta come ‘shock anafilattico’ spesso non viene riconosciuta. E’ quanto emerge da uno studio epistemiologico condotto da Mauro Calvani, responsabile della commissione per le allergie alimentari della Società italiana di immuno-allergologia pediatrica (Siaip), intervistato dall’agenzia Dire. Soltanto “uno o due bambini su dieci, di quanti accedono al pronto-soccorso, sono in realta’ inquadrati correttamente. Si riconosce loro l’asma o l’orticaria, ma non si comprende l’anafilassi e i dati della ricerca sono confermati anche dalla recente letteratura negli Stati Uniti“, precisa Calvani.

Lo shock anafilattico “è la più grave delle reazioni allergiche, legato ad allergie alimentari, farmaci o punture d’insetto, pericoloso anche per la vita fino ad essere mortale. Una possibilità che colpisce soltanto un caso su 300 o 400 – specifica il pediatra – e dal momento che non e’ possibile predire chi sara’ quell’1 su 400, e’ chiaro che tutti vanno trattati da subito allo stesso modo: con adrenalina auto-iniettabile o iniettabile se fatta da un medico“.

E’ necessario “osservare quando un bambino sviluppa una reazione allergica che interessa piu’ di un apparato, ovvero un’eruzione cutanea contemporaneamente alla comparsa di sintomi respiratori, di interessamento cardiovascolare o gastrointestinale. Così – afferma lo studioso – nel caso di una reazione allergica generalizzata c’è la possibilita’ di anafilassi“.

“Si diventa allergici a ciò che più si mangia, quindi, a seconda delle abitudini più frequenti si sviluppano le reazioni“. In Italia gli alimenti che causano maggiori allergie, soprattutto nei bambini, sono “il latte, l’uovo, i crostacei e i semi come le nocciole, la noce e gli arachidi“.