Spazio, tutto pronto a Baikonur per il lancio di Luca Parmitano: ecco i 6 esperimenti Asi che condurrà sulla Stazione Spaziale

Durante la sua seconda missione, che si concluderà il 6 febbraio 2020, Parmitano dedicherà buona parte del tempo all'attività scientifica in diversi campi che vanno dalla fisiologia all'osservazione terrestre

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È tutto pronto alla base di lancio di Baikonur, in Kazakhstan, per il lancio che riporterà in orbita Luca Parmitano. Il razzo Soyuz è ormai sulla rampa pronto per portare nello spazio la nuova missione dell’Agenzia Spaziale Europea. L’astronauta italiano dell’Esa si sta preparando al lancio previsto domani, 20 luglio, alle 18,28 ora italiana, data iconica voluta dall’Esa per celebrare il cinquantesimo anniversario dall’approdo del primo uomo sulla Luna avvenuto nel lontano 20 luglio 1969. Accanto a Parmitano, a bordo della Soyuz, voleranno verso la Stazione Spaziale Internazionale anche il russo Alexandr Skvortsov e lo statunitense Andrew Morgan. Il nostro astronauta del corpo Esa ha scelto Beyond come nome della sua nuova missione: in italiano significa Oltre e ispira a guardare verso ulteriori orizzonti. Dopo la missione ‘Volare’ dell’Asi nel 2013 che lo ha visto primo italiano a compiere una passeggiata spaziale, la nuova avventura spaziale di Luca lo porterà a vivere circa 200 giorni nel primo avamposto umano nello spazio. Se il lungo periodo sarà interamente confermato, Luca potrebbe conquistare un altro primato in orbita per la maggiore permanenza nello spazio, un record oggi ancora detenuto dall’italiana Samantha Cristoforetti, rimasta ben 199 giorni nello spazio. Ma non sarà questo l’unico traguardo che Astro@Luca si appresta a tagliare.

luca parmitanoDurante questa sua seconda missione che si concluderà il 6 febbraio 2020, Parmitano sarà il primo astronauta italiano (e il terzo europeo) a ricoprire il ruolo di comandante della Stazione Spaziale Internazionale. Beyond è la dodicesima missione che coinvolge uno o più astronauti italiani, e la decima sulla ISS. Durante la sua permanenza sulla Iss Parmitano dedicherà buona parte del tempo all’attività scientifica, impegnato a seguire oltre 200 esperimenti 6 dei quali sviluppati dall’Agenzia spaziale italiana: NUTRISS, Acoustic Diagnostics, Amyloid Aggregation, LIDAL, Xenogriss e Mini-EUSO. Gli esperimenti – due sono già sulla Stazione, gli altri saranno lanciati a luglio, agosto, ottobre e dicembre – riguardano diversi settori di ricerca: fisiologia umana, biochimica, biologia, dimostrazione tecnologica, osservazione della Terra.

NUTRISS: Un alterato introito calorico può essere dannoso in una condizione cronica come il volo di lunga durata, dunque l’obiettivo è quello di mantenere una composizione corporea ideale evitando l’aumento del rapporto massa grassa/massa magra dovuto all’inattività da microgravità. L’obiettivo è far luce sulla fisiopatologia dei cambiamenti nella composizione corporea durante il volo spaziale a lungo termine. I risultati miglioreranno le prestazioni fisiche e la qualità della vita dell’astronauta durante il volo spaziale e ottimizzeranno le fasi di recupero degli astronauti sulla Terra dopo l’atterraggio. Inoltre, i dati sperimentali ottenuti potrebbero implementare la gestione clinica di pazienti immobilizzati malnutriti e / o obesi, migliorando così la qualità della vita umana sulla Terra. L’esperimento è stato inviato sulla Iss lo scorso aprile.

ACOUSTIC DIAGNOSTICS: Microgravità e rumore a bordo della Stazione Spaziale Internazionale costituiscono potenziali fattori di rischio per l’udito degli astronauti. Questo esperimento si propone di valutare eventuali danni all’apparato uditivo confrontando i risultati di numerosi test audiologici effettuati sugli astronauti prima e dopo la missione, ed effettuando test obiettivi dell’udito durante la loro permanenza in orbita. A questo scopo il gruppo ha realizzato un sistema innovativo per la misura dei prodotti di distorsione otoacustici (DPOAE) che garantisce elevata riproducibilità dei risultati sfruttando un particolare sistema di calibrazione dello stimolo nel canale uditivo e un’elevata risoluzione in frequenza. I risultati dei test permetteranno di evidenziare o di escludere danni all’apparato uditivo, anche di lieve entità e di natura transitoria, associabili alla permanenza nelle condizioni di rumore e microgravità caratteristiche della Iss e con evidenti implicazioni nelle future missioni di lunga durata. Anche questo esperimento si trova già sulla Stazione spaziale dove è arrivato lo scorso aprile.

Amyloid Aggregation: Scopo dell’esperimento è valutare se l’aggregazione delle fibrille amiloidi sia influenzata dalla microgravità, al fine di identificare un possibile rischio professionale negli astronauti che trascorrono lunghi periodi a bordo della ISS. Inoltre, poiché l’accumulo di proteine è una caratteristica predominante di molte malattie neurodegenerative, una comprensione più profonda del meccanismo sottostante l’aggregazione dei peptidi potrebbe essere un obiettivo cruciale nella ricerca neuroscientifica. La partenza dell’esperimento alla volta della Iss è prevista per il prossimo 21 luglio

Stazione Spaziale Internazionale
Copyright ESA/NASA, CC BY-SA 3.0 IGO

XENOGRISS: Utilizzando come modello i girini di Xenopus, che saranno mandati a bordo della ISS all’interno di uno specifico contenitore, l’esperimento si propone di valutare se in questi animali i processi di accrescimento e rigenerazione sono influenzati dalla forza di gravità. L’esperimento, che prevede il coinvolgimento di studenti provenienti dall’ITIS Meucci di Firenze, vuole valutare l’effetto dell’amiente spaziale, ed in particolare della microgravità, sul processo di rigenerazione tissutale. ‘Per capire la logica di questo esperimento – aveva spiegato a gennaio la professoressa Rizzo intervistata da askanews – basta pensare al fatto che l’ambiente spaziale induce negli esseri viventi dei processi fiso/patologici che assomigliano molto all’invecchiamento. Proprio durante l’invecchiamento il processo di rigenerazione tissutale, ad esempio delle ferite o delle piaghe, è fortemente compromesso. L’effetto delle condizioni di microgravità sulla crescita e rigenerazione dei tessuti – aggiunge – è ancor meno noto, ma ci aspettiamo degli effetti evidenti della microgravità sul processo di rigenerazione, e lo studio di questi effetti è rilevante sia in vista della permanenza futura dell’uomo nello Spazio, che per lo studio dei processi molecolari sottesi, e quindi per il trattamento di alcune condizioni patologiche sulla Terra’. Il lancio è programmato per il 4 dicembre prossimo.

Copyright: ESA/NASA

LIDAL: Per definire le necessarie contromisure volte a mitigare i possibili danni dovuti alla radiazione durante permanenze umane nello Spazio si devono capire gli effetti della radiazione sull’uomo, e conoscere le caratteristiche della radiazione a cui verranno esposti gli astronauti. Il sistema di rivelatori ALTEA, che ha operato sulla ISS tra il 2006 e il 2012, è stato costruito per lo studio dell’interazione degli ioni pesanti (e medi) con il sistema nervoso centrale umano. L’esperimento LIDAL (Light Ion Detector for ALTEA) permetterà ad ALTEA di misurare anche gli ioni leggeri ed in particolar modo i protoni, e, utilizzando un’elettronica veloce e all’avanguardia, potrà misurare direttamente la velocità di ogni particella, permettendo di determinare l’energia cinetica delle particelle incidenti. L’esperimento arriverà sulla Iss a ottobre (lancio previsto il 19).

Mini-EUSO: E’ un telescopio di nuova generazione per lo studio ed il monitoraggio di emissioni notturne in banda ultravioletta (UV) di origine terrestre, atmosferica e cosmica, la cui ottica si basa sull’utilizzo di lenti di Fresnel.

Volare sulla Stazione spaziale internazionale nel cinquantesimo anniversario dello sbarco dell’uomo sulla Luna “è un grande privilegio e non credo ci sia modo migliore di celebrare questo evento“. Lo ha detto l’astronauta Luca Parmitano, rispondendo alle domande dei giornalisti nell’ultima conferenza stampa prima di partire per l’Iss. “Il tributo più grande a quei tre pionieri dello Spazio è il nostro lavoro e la nostra dedizione al programma“, ha aggiunto riferendosi ai membri dell’equipaggio dell’Apollo 11. La conferenza, come da tradizione, si tiene all’Hotel Cosmonaut a Baikonur, dove alloggiano gli astronauti, che fino all’ultimo rimangono in quarantena: per questo l’incontro con la stampa si svolge da dietro un vetro.