La sonda giapponese Hayabusa2, lanciata il 3 dicembre 2014 dalla Jaxa, l’agenzia spaziale giapponese, per studiare l’origine del Sistema Solare, è atterrata per la seconda volta sull’asteroide Ryugu lo scorso 11 luglio (il primo atterraggio era avvenuto il 22 febbraio). L’obiettivo era raccogliere “polvere cosmica” dal “sasso spaziale” che si trova a 342 milioni di km dalla Terra e che è uno dei più antichi del Sistema Solare.
L’incontro ravvicinato è stato “catturato” da una piccola fotocamera presente a bordo: l’agenzia spaziale giapponese ha messo insieme le foto scattate a pochi secondi di distanza l’una dall’altra, realizzando un video. Le immagini mostrano la sonda in avvicinamento: a pochissima distanza dalla superficie Hayabusa 2 spara un esplosivo per estrarre materiale più in profondità e poi si vede “rimbalzare” via, tornando in orbita intorno a Ryugu.
La fotocamera è entrata in funzione ad un’altezza di circa 8 metri sulla superficie, continuando a scattare fino alla fine dell’operazione, che ha richiesto in tutto circa 10 minuti.
I campioni sono sigillati in speciali contenitori in attesa di essere rimandati sulla Terra, dove i ricercatori potranno esaminarli alla ricerca di indizi sulle origini del Sistema Solare.
Hayabusa 2 dovrebbe tornare sulla Terra nel 2020, atterrando in Australia.
La sonda Hayabusa 2, partita il 3 dicembre 2014 dal Centro Spaziale di Tanegashima in Giappone, è l’erede di Hayabusa, lanciata nel 2003, che ha raggiunto l’asteroide Itokawa nel 2005, riuscendo a riportare sulla Terra il materiale raccolto nel 2010.
Hayabusa 2 è giunta in orbita intorno a Ryugu nel giugno scorso e ha rilasciato due rover sulla superficie nel mese di settembre. A ottobre, è stata la volta del lander Mascot che ha completato la discesa in sei minuti per poi rimbalzare sulla superficie ben otto volte, grazie alla bassissima gravità di Ryugu, riuscendo a fermarsi solo dopo mezz’ora. Mascot ha fornito una prima panoramica dell’asteroide, svelando un mondo totalmente roccioso, quasi del tutto privo di polveri in superficie.


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