Virale il VIDEO degli Awa, tribù amazzonica isolata e minacciata dai trafficanti di legno

La tribù indigena degli Awa rischia di non sopravvivere agli attacchi dei trafficanti di legno e alla politica del presidente brasiliano

La tribù indigena degli Awa, che vive nell’isolamento più totale nella foresta amazzonica, rischia di non sopravvivere agli attacchi dei trafficanti di legno e alla politica del presidente brasiliano di estrema destra, Jair Bolsonaro.
Per denunciare le loro condizioni di vita sempre più critiche, un’associazione di cineasti indigeni ha girato un video, diventato virale.
Abbiamo deciso di filmarli poiché se il mondo non li vede, saranno uccisi dai trafficanti di legno“, ha spiegato l’ong “Survival International” presentando la sequenza di immagini della tribù.
Il video è stato girato nell’agosto 2018 nello Stato del Maranhao e ritrae un uomo giovane a petto nudo, collane attorno al collo, machete in mano, che si guarda attorno e si rende conto di una presenza estranea.
Li abbiamo filmati senza chiedere la loro autorizzazione ma sappiamo a che punto sia importante mostrare queste immagini che sono un ‘Sos’. Solo il clamore mondiale potrà impedire un genocidio,” si legge nel comunicato stampa firmato da Stephen Corry, direttore di “Survival International”.

Le immagini sono state “catturate” da un membro della tribù Guajajara, esponente del collettivo di cineasti indigeni “Midia India”: i Guajajara hanno creato il gruppo dei “Guardiani della foresta” per difendere i territori indigeni minacciati dallo sfruttamento illegale del legno e dall’espansione agricola.
La Costituzione brasiliana tutela il diritto alla terra dei popoli autoctoni, ma le idee e la politica attuata da Bolsonaro mettono a rischio la loro sopravvivenza: nei giorni scorsi il presidente brasiliano ha affermato che gli indigeni dovrebbero essere “integrati nella società invece di essere confinati in uno zoo“, accusando gruppi stranieri di “fare di tutto per farli rimanere in uno stato preistorico, senza accesso alla tecnologia e alle meraviglie della modernità“.