Zone di restrizione alla pesca: una strada “per ripopolare il mare e salvare il futuro dei pescatori”

"Con il 78% di stock sovrasfruttati il Mar Mediterraneo è il bacino più colpito al mondo dalla pesca indiscriminata"

Le recenti polemiche sulla chiusura di tre zone di nursery di nasello nel Canale di Sicilia sembrano ignorare il ruolo che la chiusura di queste zone alla pesca possono svolgere per il ripopolamento del mare e quindi per il futuro di tutto il comparto della pesca“: lo spiega in una nota MedReAct.

Con il 78% di stock sovrasfruttati il Mar Mediterraneo è infatti il bacino più colpito al mondo dalla pesca indiscriminata.

Per salvare le nostre risorse ittiche e il comparto della pesca servono quindi nuove misure più efficaci, come l’introduzione di zone chiuse alla pesca, le Fisheries Restricted Areas (FRA), in aree particolarmente sensibili o dove le specie si riproducono.
Lo dimostra l’istituzione, avvenuta nel 2017, della FRA della Fossa di Pomo, in centro Adriatico, dove, in meno di due anni, la biomassa di naselli e scampi è praticamente raddoppiata.
Effetti positivi di cui stanno beneficiando gli stessi pescatori che operano al di fuori della riserva che hanno registrato una crescita esponenziale delle catture e delle taglie di nasello.

Sembra assurdo che, nonostante la forte crisi del settore lamentata dagli stessi pescatori e dovuta principalmente al depauperamento del mare, non si capisca che l’istituzione delle FRA può rappresentare una delle misure più efficaci per salvaguardare il loro stesso futuro.
Invece di osteggiare le tre FRA del Canale di Sicilia, create per proteggere le zone di accrescimento (nursery) di nasello, la pesca siciliana dovrebbe sostenerle, perché è anche attraverso queste misure che i pescatori potranno garantirsi un futuro. ”

A sostenere le zone di restrizione alla pesca non sono solo i ricercatori e gli ambientalisti ma anche molti pescatori pugliesi in un documentario dal titolo “Anche i pesci piangono”, dei registi Francesco Cabras e Alberto Molinari, ideato e prodotto da MedReAct e che oggi viene presentato proprio in Sicilia, al Marettimo Italian Film Festival.

Un’ulteriore conferma – dice Domitilla Senni di MedReAct – che dopo i risultati positivi riscontrati nella Fossa di Pomo è necessario sostenere fortemente l’istituzione delle FRA, sia quelle nel canale di Sicilia sia quella all’esame del Mipaaft nel Canale di Otranto”.