30 foto che sembrano normali prima di conoscerne la storia, ma nascondono vicende incredibili

Una foto apparentemente banale può nascondere significati molto profondi e suscitare emozioni intense, dalla tristezza, alla rabbia, allo stupore: ecco 30 foto che, inserite nel loro contesto, raccontano storie incredibili

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La fotografia è una forma d’arte in grado di congelare le emozioni di un determinato momento nel tempo. Lo sviluppo dell’arte ha influenzato il mondo in molteplici modi e ha dato alle persone il potere fissare determinati momenti delle loro vite. Per sentire davvero l’influenza e l’impatto di una fotografia, è necessario conoscerne il contesto. Ecco, allora, una lista di 30 foto, apparentemente normalissime, con retroscena strani, indimenticabili, tristi, storici o ancora stupefacenti.

1. Tadeusz Zytkiewicz con una foto di se stesso

Tadeusz tiene nelle mani la miglior foto del 1987, secondo le scelte di National Geographic, che mostra il Dott. Zbigniew Religa vigilare sul suo paziente dopo aver eseguito il primo intervento di trapianto di cuore in Polonia, durato 23 ore. Nell’angolo in alto a destra, uno dei colleghi che si era addormentato dopo l’intervento. Nonostante l’operazione fosse considerata quasi impossibile all’epoca, il Dott. Religa riuscì ad eseguirla e il paziente, proprio Tadeusz Zytkiewicz, visse addirittura più del suo salvatore.

 

2. I 3 eroi sconosciuti di Chernobyl

Se non fosse stato per questi 3 uomini nella foto, Alexei Ananenko (secondo a sinistra) e i soldati Valeri Bezpalov (centro) e Boris Baranov (ultimo a destra), durante la catastrofe di Chernobyl sarebbero andate perse milioni di vite. 10 giorni dopo il crollo, il sistema di raffreddamento dell’impianto aveva ceduto e si era formata una pozza direttamente sotto il reattore altamente radioattivo. Senza raffreddamento, la sostanza poteva facilmente sciogliersi attraverso le restanti barriere, facendo cadere il nocciolo del reattore nella pozza. Se questo fosse successo, avrebbe potuto innescare esplosioni di vapore, sparando radiazioni in alto nel cielo e diffondendole su parti di Europa, Asia ed Africa. Nella foto, l’ingegnere Alexei, Valeri e Boris indossano una tuta protettiva dopo essersi volontariamente offerti per immergersi nelle acque e drenare il fluido vicino al reattore durante il disastro nucleare di Chernobyl a Pripyat, in Ucraina, nel 1986. La missione riuscì e nonostante i danni furono orribili, i 3 eroi impedirono quello che avrebbe potuto essere un evento ancor più devastante. Fortunatamente, tutti e 3 sopravvissero.

3. Cher Ami

Questo piccione consegnò un messaggio da un battaglione di soldati intrappolato durante la I Guerra Mondiale, salvando quasi 200 uomini. Le spararono più volte e finì per perdere una gamba e un occhio. I soldati diedero al piccione una gamba di legno e il nome di “Cher Ami” (nonostante il piccione fosse femmina, “Ami” è maschile in francese), che significa “caro amico”.

4. “Tra le mura di casa”

La coppia nella foto è composta da Elisabeth e Bengt. Donna Ferrato, la fotografa, li conobbe attraverso un progetto fotografico su ricchi scambisti. Quella particolare notte del 1982, nella casa della coppia, i due ebbero un litigio mentre Donna stava scattando delle foto. La lite degenerò velocemente e nella foto si vede Elisabeth che viene colpita dal compagno. Donna voleva pubblicare le foto, ma ogni editore contattato, rifiutò. Ma la fotografa sapeva che bisognava fare qualcosa e che simili azioni vili dovevano essere portate alla luce. Quindi, nel 1991, pubblicò il libro “Living With the Enemy”. Il libro raccontava eventi di violenza domestica e le loro conseguenze. Il lavoro di Donna rivelò un argomento molto controverso all’epoca e grazie a lei, nel 1994, il Congresso approvò l’Atto sulla violenza contro le donne.

5. “Aspettami, papà”

Una foto toccante, scattata da Claude Detloff a Vancouver mente i soldati di Own Rifles, Duca di Connaught, marciavano per andare a combattere nella II Guerra Mondiale. Le emozioni visibili nei volti dei genitori e del figlio e il loro linguaggio del corpo si combinano in una foto indimenticabile, congelando per sempre un momento straziante. Fortunatamente, il padre del bimbo ritornò sano e salvo nell’ottobre del 1945.

6. Dietro il bancone

Questo momento umiliante è stato congelato nel tempo il 28 maggio del 1963 da Fred Blackwell, fotografo per il Jackson Daily News. Da sinistra a destra, ad un bancone per soli bianchi di un grande magazzino di Woolworth a Jackson, sedevano 3 manifestanti: John Salter, insegnante di sociologia, e le studentesse Joan Trumpauer e Anne Moody. Erano tutti e 3 del Tougaloo College, un college per gente di colore che divenne il centro del movimento dei diritti civili in Mississippi. Mentre erano seduti al bancone, i 3 furono aggrediti da una folla di gente bianca, che versò ketchup, mostarda e zucchero su John, Joan e Anne.

7. Amici d’infanzia

Scatta da Jacques Gourmelen, la foto divenne una delle più iconiche del popolo della Bretagna, in Francia. Il 6 aprile del 1972 a Saint-Brieuc, gli operai dell’azienda Joint Français scioperarono e intervenne la polizia antisommossa francese. Nella foto, si vedono due uomini faccia a faccia: Guy Burmieux, operaio, e Jean-Yvon Antignac, poliziotto antisommossa. Emerse che i due erano stati amici d’infanzia e si riconobbero a vicenda. Il fotografo poi avrebbe detto: “Ho visto [Guy Burmieux] andare verso il suo amico e afferrarlo per il colletto. Pianse di rabbia e gli disse: “Vai avanti e colpiscimi!”. L’altro non mosse un muscolo”.

8. “Esplosione di gioia”

“Esplosione di gioia” è un’altra foto vincitrice del Premio Pulitzer. Fu scattata dal fotografo dell’Associated Press, Slava “Sal” Veder, il 18 marzo del 1973 alla Travis Air Base in California. L’immagine mostra il tenente colonnello dell’Air Force USA, Robert. L. Stirm, che si riunisce con la propria famiglia dopo 5 anni trascorsi come prigioniero di guerra nel nord del Vietnam. Il fulcro della foto è la figlia 15enne di Robert, Lorrie, che con braccia aperte e un grande sorriso sul viso corre verso il padre. “Si poteva sentire l’energia e l’autentica emozione nell’aria”, ricorda il fotografo. La foto divenne un simbolo della fine del coinvolgimento americano nella Guerra del Vietnam.

9. “Gli scarabocchi di Terezka”

Questa inquietante foto è stata scatta da David Seymour (uno dei fondatori di Magnum Photos e uno dei principali fotogiornalisti del XX secolo) in una casa per bambini emotivamente disturbati a Varsavia nel 1948. Il compito al centro quel giorno era disegnare una casa sulla lavagna. Mentre altri bambini disegnarono case, Terezka, che era cresciuta in un campo di concentramento, aveva un’idea diversa di casa. Ci si può chiedere cosa rappresentino quegli scarabocchi, ma sembra che il dolore e gli orrori vissuti al campo siano chiaramente visibili nel penetrante sguardo di Terezka.

10. Due fratelli

Questa foto, apparentemente divertente e vivace, di due fratelli, Michael e Sean McQuilken, è stata scattata alla Moro Rock del Sequoia National Park in California il 20 agosto del 1975. La fotografia è stata catturata dalla sorella Mary pochi secondi prima che fossero colpiti da un fulmine. Uno dei fratelli poi ricordò: “All’epoca, pensavamo che fosse divertente. Io ho scattato una foto a Mary e Mary ha scattato una foto di Sean e me. Ho alzato la mano destra in aria e l’anello che avevo ha iniziato a ronzare così forte che tutti potevano sentire. Mi sono ritrovato a terra con gli altri. Sean è crollato ed era raggomitolato sulle ginocchia. Dalla sua schiena usciva del fumo”. Sopravvissero tutti e 3 ma Sean, il fratello più giovane, purtroppo si tolse la vita nel 1989.

11. La madre più giovane

Quando aveva solo 5 anni, Lina Medina (nata il 23 settembre del 1933) fu portata dai genitori in ospedale per un estremo sviluppo addominale. Dopo essere stata esaminata da un dottore, emerse una verità scioccante: Lina era incinta di 7 mesi. A quanto pare, Lina era nata con una rara condizione chiamata “pubertà precoce” che, in poche parole, è l’inizio precoce dello sviluppo sessuale. Lina Medina divenne ufficialmente la più giovane madre documentata nella storia della medicina. Diede alla luce un maschietto il 14 maggio del 1939 attraverso parto cesareo poiché il suo bacino era troppo piccolo. Il bambino stava benissimo e fu chiamato Gerardo. Tuttavia, il padre del bambino rimase un mistero.

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12. Spostare un palazzo per creare un viale ad Alba Iulia, in Romania

Nella primavera del 1987, ad Alba Iulia, in Romania, il governo ordinò di rifare le infrastrutture e fare spazio per un viale. Tuttavia, c’era un palazzo a fare da ostacolo al piano. Si decise, allora, di dividere l’edificio in due e di spostarlo ad una distanza di 55 metri. L’edificio ospitava oltre 80 famiglie e pesava oltre 7600 tonnellate. Il processo richiese almeno 6 ore per essere completato. Ci sono storie che parlano di persone rimaste all’interno durante l’intero processo e di una donna che addirittura mise un bicchiere di acqua sull’orlo del suo balcone, da dove non cadde nemmeno una goccia. Inoltre, anche i servizi (acqua, elettricità, gas, ecc.) rimasero intatti.

 

13. Il gestore di un motel che versa acido nell’acqua

La famosa fotografia, che esprime perfettamente i momenti del Movimento per i Diritti Civili degli anni ’60, è stata scattata da Horace Cort. L’immagine mostra un gruppo di persone bianche e di colore che nuota nella piscina di un motel Monson Moto Lodge il 18 giugno del 1964 mentre il direttore del motel versa acido nell’acqua. 7 giorni prima dell’incidente, Martin Luther King Jr. era stato arrestato per violazione di domicilio allo stesso Monson Motor Lodge dopo la richiesta di lasciare il ristorante. Un gruppo di manifestanti decise di rispondere in maniera pacifica e pianificò una nuotata nella piscina per “soli bianchi” come forma di protesta. I bianchi, che avevano pagato per le loro stanze nel motel, invitarono la gente di colore ad unirsi a loro nella piscina come loro ospiti. Poi, il gestore del motel, Jimmy Brock, nel tentativo di rovinare la festa, versò una bottiglia di acido muriatico nella piscina per spaventare i nuotatori e farli andare via.

14. Bambini in vendita

Si dice che una foto vale più di mille parole ma questa probabilmente ne vale molte di più. La vita durante la guerra era estremamente difficile: cibo, provviste e lavoro scarseggiavano. Per alcune persone, la lotta continuò anche dopo la fine della guerra. In questa tragica foto, scattata nel 1948, si vedono 4 bambini mentre la madre si copre il viso dalla vergogna davanti al fotografo. Lucille Chalifoux aveva solo 24 anni ma era incinta del suo quinto figlio all’epoca. Il marito aveva appena perso il lavoro e la famiglia stava ricevendo lo sfratto dall’appartamento. Per evitare il problema di restare senza casa, i genitori scelsero di vendere i loro bambini. Alla fine, tutti i bambini furono “acquistati”. Alcuni furono ridotti in schiavitù, secondo alcune voci.

15. “Un uomo armeno danza per il figlio perduto nelle montagne vicino Aparan, Armenia”

Antoine Agoudjian è un leggendario fotografo francese di origine armena. Ecco cosa ha detto di questa sua foto: “Nel 1998, mi sono trovato ad Aparan, una grande città ad un’ora di macchina da Yerevan, capitale dell’Armenia. Quella sera all’aperto si stava esibendo una compagnia di danza locale, con la maggior parte del sobborgo ad assistere. Appena ho scattato la prima foto, un anziano mi si è avvicinato. Le lacrime scorrevano lungo il suo viso. Mi disse che suo figlio era morto. Che era stato folgorato, che era il suo orgoglio e la sua gioia, e che io somigliavo proprio a lui. Scoppiò a singhiozzare e si mosse verso di me con le braccia aperte. Il suo nome era Ishran. Gli chiesi se volesse ballare per me e iniziò a ballare. La compagnia si fermò e si appollaiò su uno sperone di roccia sullo sfondo. È stato bellissimo, non perché l’uomo è bello, ma perché lui rappresenta qualcosa di profondo all’interno della coscienza collettiva della comunità armena: una resistenza celebrativa di fronte ad una immensa perdita”.

16. “Tragedia in riva al mare”

Una mattina della primavera del 1954, un fotografo per il Los Angeles Times, John Gaunt, era nel giardino della sua casa sulla spiaggia quando sentì un vicino urlare che “qualcosa stava succedendo sulla spiaggia!”. John afferrò la sua macchina fotografica e corse sulla spiaggia. Quando arrivò, vide una coppia vicino all’acqua che si aggrappava a vicenda. Emerse che il loro figlio di soli 19 mesi, che stava giocando nel cortile, si era allontanato verso la spiaggia ed era svanito nell’acqua. La foto straziante apparve sulla prima pagina del Los Angeles Times e vinse un Premio Pulitzer.

17. Detonazione della bomba atomica

Harold Edgerton, fisico del MIT e fotografo, è ben conosciuto per l’invenzione della fotografia con luce stroboscopica, che ci permette di congelare azioni veloci nel tempo, come nella famosa foto di un proiettile che trafigge una mela. All’inizio del 1947, la società di ricerca di Harold ricevette l’incarico di fotografare i test della bomba atomica in Nevada e nel Pacifico. Questa particolare foto è stata scatta il 5 giugno del 1952 come parte delle serie di test Operation Tumbler-Snapper al Nevada Proving Grounds con una velocità dell’otturatore di un centomilionesimo di secondo.

18. “Volo dei rifugiati su un ponte distrutto in Corea”

Scattata il 4 dicembre del 1950, da Max Desfor, fotografo dell’Associated Press, la fotografia mostra rifugiati disperati ammassati su un ponte distrutto di Pyongyang sul fiume Taedong nella Corea del Nord mentre si precipitavano a lasciare il loro Paese dilaniato dalla guerra. Le truppe comuniste cinesi si stavano avvicinando rapidamente, quindi i residenti, temendo per le loro vite, decisero di scappare nella parte meridionale del Paese. La foto vinse il Premio Pulitzer nel 1951.

19. Rajiv Gandhi

Questa è l’ultima foto del primo ministro indiano Rajiv Gandhi. Fu scattata pochi istanti prima che un attentatore suicida (che indossava fiori arancioni, in basso a sinistra e anche nel riquadro in alto a sinistra) lo abbracciasse e facesse esplodere la bomba. Anche il fotografo morì nell’attacco.

20. “D-Day”

La foto, scattata da leggendario fotografo Rober Capa, cattura gli eventi infernali del 6 giugno del 1944: quel giorno, gli alleati invasero la Normandia, dando avvio alla più grande invasione via mare della storia. Il soggetto principale della foto è il soldato di prima classe Huston Riley, 22 anni, raggiunto diverse volte dai proiettili. Il fotografo, insieme ad un sergente, aiutò Huston che successivamente raccontò di aver pensato: “Cosa diavolo ci fa questo ragazzo qui? Non posso crederci. È un operatore sulla spiaggia”. Il fotografo trascorse circa un’ora e mezza sotto il fuoco mentre intorno a lui molti uomini perdevano la vita. Della pellicola rimasero solo pochi fotogrammi, tutti sfocati e sgranati. Tuttavia, le fotografie portarono una sensazione inquietante all’osservatore, contribuendo a trascendere l’infernale momento della II Guerra Mondiale.

21. Lezione del 1999

A prima vista, sembra una qualsiasi foto di liceo: un sacco di adolescenti che sorridono e mostrano facce buffe. Tuttavia, si possono vedere Eric Harris, Dylan Klebold e i loro amici nell’angolo all’estrema sinistra che puntano finte pistole alla macchina fotografica. Solo poche settimane dopo lo scatto, Eric e Dylan avrebbero sparato e ucciso 12 studenti e un insegnante in una sparatoria a scuola minuziosamente organizzata a Columbine.

22. Il giovane Osama

Questa è una foto di una numerosa famiglia in vacanza in Svezia nel 1971. Il secondo da sinistra con la maglia marrone è un ragazzo di 14 anni di nome Osama. Alcuni anni dopo, il nome Osama Bin Laden sarebbe stato associato al terrorismo e all’organizzazione militante pan-islamica di Al Qaeda.

23. “Salto nella Libertà”

Dopo la II Guerra Mondiale, la città di Berlino fu divisa in 4 zone di occupazione. Le condizioni di vita in ogni parte non erano uguali e durante il periodo dal 1949 al 1961, circa 2,5 milioni di persone della Germania dell’Est fuggirono dalla sezione sovietica di Berlino. I Sovietici erano preoccupati e Walter Ulbricht, leader della Germania dell’Est, per fermare il flusso, fece sollevare barriere di ferro spinato e blocchi di cemento all’inizio di agosto del 1961. Nella foto, il soggetto principale è la 19enne guardia di frontiera Hans Conrad Schumann, che attraversa la barriera. La gente di Berlino Ovest stava incitando Hans ad andare da loro e lui stesso poi disse che non voleva “vivere chiuso” e improvvisamente saltò il filo spinato. La foto arrivò velocemente alla stampa e l’immagine di Hans che salta la barriera divenne un simbolo di libertà. Il giovane soldato continuò a vivere tranquillamente nell’Ovest. Tuttavia, non si trovò bene con la nuova fama e lo stato di icona e si suicidò nel 1998.

24. SS Grandcamp

Sembra una normale nave in un normale molo in una giornata normale. Tuttavia, il momento è stato catturato il 16 aprile del 1947 e la nave è chiamata SS Grandcamp. Era scoppiato un incendio e gli uomini sul molo erano membri del Texas City Volunteer Fire Department, che tentavano di estinguere le fiamme. Pochi minuti dopo questo scatto, sarebbe scoppiata in una delle più grandi esplosioni non nucleari della storia umana. Morirono 468 persone, oltre 5.000 rimasero ferite.

25. “Non sarò citata in giudizio! Ho la voce di un angelo! Nessun uomo può farmi causa!”

Il 17 novembre del 1955, Maria Callas fece una trionfale esibizione al Civic Opera House di Chicago. Tuttavia, il vero dramma iniziò quando l’opera era terminata. Lo sceriffo Stanley Pringle e il vicesceriffo Dan Smith entrarono nel camerino della Callas e le presentarono una convocazione in tribunale per una violazione del contratto. Maria era furiosa: “Non sarò citata in giudizio! Ho la voce di un angelo! Nessun uomo può farmi causa!”, urlò. La fotografia comunica perfettamente l’intensità del momento e quando l’immagine arrivò alla stampa, Maria fu soprannominata “La Tigre”. Dopo l’incidente, la diva dell’Opera promise di non tornare mai più a Chicago.

26. Soldati sovietici molestano una donna tedesca

Nonostante la foto parli da sola, è necessario conoscere il contesto per comprendere le circostanze e la gravità di quanto stava accadendo. Nella foto si vede una donna chiaramente molestata da due soldati sovietici, vicino alla sezione West Hall del capolinea ferroviario centrale di Leipzig Hauptbahnhof. Purtroppo, non fu un incidente isolato: durante e dopo la guerra, nei territori tedeschi occupati, si verificavano stupri di massa. L’ignobile atto dello stupro, secondo gli storici, era spesso utilizzato per enfatizzare la vittoria. Mentre la maggior parte degli storici concorda sul fatto che questi vili atti non furono commessi solo dai sovietici, si stima che l’incredibile e scioccante cifra di 2 milioni di donne tedesche soffrirono per mano dei comunisti, alcune per 60-70 volte.

27. Un giovane e ferito operaio di un cotonificio

L’immagine scattata nell’ottobre 1912 mostra Giles Edmund Newsom, che si era ferito mentre lavorava nel Sanders Spinning Mill a Bessemer City, in Carolina del Nord. Un macchinario gli era caduto sul piede e gli aveva rotto un dito, facendolo cadere in una macchina rotante che gli schiacciò e strappò due dita. Aveva solo 11 anni all’epoca. Sia Giles che il fratello più giovane lavorarono in fabbrica per diversi mesi prima dell’incidente. Dopo che il padre scoprì che la compagnia doveva pagare solo Giles e non i genitori, cercò di scendere a compromessi, mentre la madre incolpò i ragazzi di aver ottenuto il lavoro da soli.

28. Rodney Alcala

Una foto di Rodney Alcala in tribunale per un contro-interrogatorio. L’uomo era una serial killer, conosciuto come “ Dating Game Killer”, che uccise delle donne negli anni ’70. Ottenne questo nome poiché era un ospite in uno show sul gioco di coppie. Nel 2010, si difese da solo. Si sarebbe interrogato da solo e avrebbe cambiato la sua voce nel processo come se fosse una persona diversa. Fu condannato a morte.

29. Un litigio

Scattata da Abbas, un fotografo franco-iraniano, a Teheran, in Iran, la straziante immagine mostra un ribelle che tiene le scarpe di un caro amico. Il suo compagno era stato sparato dopo che l’esercito aveva fuoco sulla folla. Il soldato discute con un uomo, sostenendo che non è stata la sua unità ad aprire il fuoco. Lo scatto è tratto dal libro di Abbas, “Iran Diary: 1971-2002”.

30. “L’ultima risata?”

La foto di Richard Hickock e Perry Smith, due assassini, dopo aver sentito di essere stati condannati a morte. I due assassinarono una famiglia di 4 persone, inclusi due bambini, dopo aver pianificato di derubarli, ma non riuscirono a trovare niente da rubare oltre a 50 miseri dollari. Il sorriso apparentemente disinvolto e disinteressato sul volto di Perry conferisce un’atmosfera inquietante alla foto, che, privata del suo contesto, sembrerebbe piuttosto banale.