Si apre oggi a Ginevra la 50ª sessione dell’Intergovernmental Panel on Climate Change.
Il meeting dovrebbe sfociare l’8 agosto con la pubblicazione del rapporto sulla relazione tra cambiamenti climatici e uso del suolo, che dovrebbe focalizzarsi sulla necessità di fermare la deforestazione e rendere sostenibile il sistema globale di produzione del cibo se vogliamo contenere l’innalzamento della temperatura globale sotto +1,5°C.
A settembre l’IPCC dovrebbe adottare un altro rapporto che si concentrerà invece sul rapporto tra cambiamenti climatici, oceani e ghiacciai. “Spero che queste relazioni possano servire a costruire un ponte tra le conoscenze scientifiche e coloro che possono svolgere un ruolo nell’implementazione di soluzioni: i responsabili politici, ma anche altre parti interessate nel mondo degli affari, della società civile e dei consumatori“, ha dichiarato Lee Hoesung, presidente dell’IPCC.
Il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico è il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici.
È stato istituito nel 1988 dalla World Meteorological Organization (WMO) e dall’United Nations Environment Program (UNEP) come uno sforzo da parte delle Nazioni Unite per fornire ai governi di tutto il mondo una chiara visione scientifica dello stato attuale delle conoscenze sul cambiamento climatico e sui suoi potenziali impatti ambientali e socio-economici.
L’IPCC è un organismo scientifico che passa in rassegna e valuta le più recenti informazioni scientifiche, tecniche e socio-economiche prodotte a livello mondiale per la comprensione dei cambiamenti climatici. Non effettua attività di ricerca né di controllo dei dati o dei parametri climatici.
L’IPCC è un organismo intergovernativo, aperto a tutti i paesi membri delle Nazioni Unite (ONU) e del WMO. Attualmente 194 paesi sono membri dell’IPCC.


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