Alessandria d’Egitto è sopravvissuta a invasioni, incendi e terremoti da quando è stata fondata da Alessandro Magno più di 2000 anni fa. Ma adesso, la città portuale deve affrontare un nuovo pericolo dovuto al cambiamento climatico. Secondo gli esperti, l’innalzamento del livello del mare minaccia, infatti, di inondare i quartieri e i siti archeologici piu’ poveri.
Fatto questo che ha spinto le autorità a erigere barriere di cemento in mare per fermare le onde. Una forte tempesta nel 2015 ha inondato gran parte della citta’ e provocato la morte di 6 persone, con il crollo di decine di case che hanno messo in evidenza le debolezze delle infrastrutture locali.
La città, la seconda più grande dell’Egitto, è circondata su tre lati dal Mar Mediterraneo e fa da sfondo a un lago, rendendola particolarmente sensibile all’innalzamento del livello del mare causato dal riscaldamento globale e dallo scioglimento delle calotte polari artiche. Il gruppo intergovernativo dell’Onu sui cambiamenti climatici ha avvertito che i livelli globali del mare potrebbero aumentare da 0,28 a 0,98 metri entro il 2100, con “gravi implicazioni per le citta’ costiere, i delta e gli altri Stati”.
Il ministero egiziano delle Risorse idriche afferma che il livello del mare e’ salito in media di 1,8 millimetri all’anno fino al 1993. Nel corso dei due decenni successivi e’ arrivato a 2,1 millimetri l’anno e dal 2012 ha raggiunto i 3,2 millimetri, quando basta per minacciare le fondamenta della citta’, secondo gli esperti.
