I cambiamenti climatici sono mortali per il corallo: lo ha rivelato uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology. La ricerca è stata svolta da un team di diversi studiosi (University of New South Wales, University of Newcastle, University of Technology Sydney, James Cook University e il Noaa – National Oceanographic and Atmospheric Administration).
Ondate di calore killer per i coralli
Dalle analisi è emerso che le frequenti e intense ondate di calore rappresentano una grave minaccia per le barriere coralline. E’ stato infatti dimostrato che questi eventi climatici causano una repentina morte del corallo che avviene nel giro di poche settimane. “Basta un aumento della temperatura di mezzo grado Celsius per influire sulla mortalità dei coralli, durante i fenomeni di sbiancamento. Le alte temperature dell’acqua sarebbero infatti responsabili dello ‘sbiancamento’ dei coralli, un fenomeno che abbiamo imparato a conoscere e che danneggia le microscopiche alghe che vivono all’interno dei coralli fornendo loro energia e conferendo il colore del corallo. Ma i due eventi (la mortalità indotta dalle ondate di calore e sbiancamento) devono – dicono gli scienziati – essere distinti.”

L’osservazione della Grande Barriera Corallina
Lo studio è stato condotto durante gli eventi di riscaldamento oceanico registrati nel 2016 e nel 2017 nella regione della Grande barriera corallina e che hanno innescato il fenomeno dello sbiancamento dei coralli uccidendone da un terzo alla metà. La Grande barriera corallina al largo della costa nord-orientale dell’Australia, è il più grande sistema di coralli del mondo ed è uno degli ecosistemi ricchi di biodiversità del pianeta. Negli ultimi 20 anni, ha subito quattro eventi di sbiancamento di massa, tutti attribuiti al riscaldamento globale. Secondo la Great Barrier Reef Marine Park Authority, se le attuali emissioni di gas a effetto serra non verranno ridotte, la Grande Barriera corallina si sbiancherà due volte a decade dal 2035 e ogni anno a partire dal 2044.