Clima, l’esperto: “Non è un cambiamento climatico epocale, difficile quantificare la responsabilità dell’uomo nel riscaldamento globale”

“È chiaro che noi giochiamo la nostra parte nella partita del surriscaldamento globale, ma non è possibile quantificare il grado di responsabilità dell’uomo rispetto a quello della natura stessa", afferma il climatologo Franco Prodi

L’Italia sta vivendo un’estate in parte funestata dal maltempo estremo, in parte piegata da un gran caldo, che spesso supera quota +40°C. E mentre il Nord in queste ore si ritrova in ginocchio per nubifragi e grandinate, soprattutto nel lecchese e a Bolzano, il Sud soffoca con temperature elevatissime già in mattinata, come i +36°C di Palermo e i +35°C di Bari e Foggia. Ormai si parla sempre più di emergenza climatica. Ecco cosa ne pensa il Prof. Franco Prodi, climatologo di fama internazionale, in un’intervista a Quotidiano.net.

Queste sensazioni sono ancorate alla memoria personale di ciascuno di noi sulla quale non possiamo fare affidamento. A livello scientifico, studiando i dati e confrontando le medie su base trentennale, viene confermato un aumento della temperatura dell’aria più accentuato a partire dal 1970. Il riscaldamento comporta una maggiore concentrazione di vapore d’acqua, con di conseguenza un’intensità più marcata dei fenomeni temporaleschi”, ha spiegato Prodi. Per il climatologo dire che sia in atto un cambiamento climatico epocale, “è un’affermazione troppo assertiva, non suffragata da evidenze scientifiche”.

Franco Prodi

Quanto al riscaldamento globale, Prodi ha affermato: “Si parla di un incremento pari a sette decimi di grado ogni secolo a partire dai primi dell’800. In quale misura questo aumento sia di natura antropica oppure dovuto a cause naturali, resta una questione ancora aperta. Quello che passa nell’opinione pubblica, o che almeno si cerca di veicolare, è che il riscaldamento del pianeta sia solo di natura antropica e in particolare che sia da imputare all’incremento della concentrazione di C02 nell’atmosfera. Io non sono né catastrofista, né negazionista, dico solo che questi due posizioni non sono supportate da evidenze scientifiche. Dobbiamo sempre ricordare che la conoscenza del clima è ancora incompleta”.

cambiamenti climaticiSui cambiamenti climatici, Prodi ha spiegato: “Ce ne sono stati nei millenni precedenti e altri ve ne saranno, viva o meno l’uomo sulla Terra. In altri termini, dobbiamo considerare come questi mutamenti siano connessi a quella che è la conformazione del sistema complesso stella-pianeta. Pensiamo solo al fatto che la distanza fra la Terra e la sua sorgente luminosa, il Sole, è suscettibile di variazioni, così come l’astrofisica ci spiega che la stessa intensità dei raggi solari può mutare. E non dimentichiamo anche l’altra variabile dell’involucro che avvolge il nostro pianeta, l’atmosfera”, alterata dalle emissioni prodotte dall’uomo, “vedesi gli scarichi delle auto o i fumi delle caldaie”. “È chiaro che noi giochiamo la nostra parte nella partita del surriscaldamento globale, ma torniamo al punto di partenza: non è possibile quantificare il grado di responsabilità dell’uomo rispetto a quello della natura stessa. Non siamo nelle condizioni di comprendere da che parte penda maggiormente la bilancia”, ha aggiunto.

Greta Thunberg climaSu Greta Thunberg, l’attivista svedese 16enne che ha mobilitato il mondo sul problema dei cambiamenti climatici, Prodi si esprime così: “Lei si muove fuori da un discorso scientifico. L’aspetto positivo è senz’altro quello di generare un’urgenza nel prendersi cura dell’ambiente, dall’altro lato, però, c’è l’equivoco di dare per scontato che tutto si possa risolvere limitando le emissioni di C02. Direi che è bene partire da una riduzione dell’inquinamento planetario che è misurabile. Su questa base è possibile cercare un accordo internazionale fra gli Stati”.