“Il fatto stesso che non abbia saputo fornire la sua posizione esatta dimostra che non è esperto“, spiega all’AdnKronos Davide Galli, presidente dell’AIGAE, l’associazione italiane delle guide ambientali ed escursionistiche, riferendosi alla richiesta di soccorso via cellulare di Simon Gautier, lo studente francese di 27 anni disperso da 9 giorni in Cilento. “La prima cosa che impara un escursionista è la cartografia, tradizionale e con l’utilizzo di strumentazioni: in questo caso, sarebbe bastato dare la posizione in Gps, che non richiede copertura della rete internet ma funziona con collegamento satellitare. Difficile il giovane che non avesse uno smartphone abbastanza recente, e per recente intendo degli ultimi 5 anni. Fornire la posizione in coordinate avrebbe aiutato. Ora, il campo delle ricerche è stato ristretto a 20 km, che sono comunque un’enormità“.
“Sono zone isolate, lontane dai centri abitati e quel tipo di sentiero costiero nasconde pericoli invisibili, forre e cavità, percorsi frammentati. Questo rende ancora più preoccupante la telefonata arrivata, perché dall’audio si capisce che ha preso un sentiero non indicato, quindi ancor meno frequentato“.
“Pensiamo che Gautier possa probabilmente essersi addentrato proprio in una zona poco battuta“.
Escursionista disperso in Cilento, Galli (AIGAE): “Non è esperto, lo dimostra la sua telefonata”
Escursionista disperso, il presidente AIGAE: "Il fatto stesso che non abbia saputo fornire la sua posizione esatta dimostra che non è esperto"


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