I bambini con fegato grasso presentano un rischio doppio di prediabete e di diabete rispetto a quellisani. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù insiemeall’Università di Verona e all’Università di Southampton e pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Epatology.
Il fegato grasso o steatosi epatica (Non Alcholic Fatty Leaver Disease, NAFLD) è la più frequente malattia epatica in età pediatrica. È dovuta all’accumulo di grasso nelle cellule del fegato, in quantità superiore al 5%. Circa il 3-12% dei bambini di peso normale sono affetti da steatosi epatica e questa frequenza sale al 70% nei bambini sovrappeso o obesi.
La steatosi epatica può evolvere verso la steatoepatite non alcolica (NASH=non alcholic- steatoheapatitis) nel 40% dei casi. Essa si differenzia dall’accumulo semplice di grasso perché può evolvere verso patologie croniche irreversibili del fegato, attraverso lo sviluppo di infiammazione e fibrosi (sostituzione delle cellule del fegato danneggiate con tessuto connettivo) che possono portare fino alla cirrosi.

In particolare, il 20.6% dei bambini con NAFLD presentava una condizione di alterata tolleranza al glucosio agli esami di laboratorio e alla curva da carico orale di glucosio. Il 19.8% di questi bambini aveva prediabete, mentre lo 0.8% aveva diabete franco. Lo studio ha inoltre documentato come i bambini affetti da NAFLD e prediabete/diabete abbiano un rischio più che doppio di sviluppare la forma più severa della malattia epatica (NASH), rispetto a quelli con una normale tolleranza al glucosio.