La mutazione Rh- nei gruppi sanguigni e il mistero sulle sue origini: “Potrebbe non essere del tutto umano”

Una delle mutazioni più rare del gruppo sanguigno AB0 è RH. Ma, se l'RH+ è comune tra i discendenti dell'homo erectus, da chi provengono coloro con RH-?

Il sangue è sempre stato visto, sin dall’antichità, come il punto di congiunzione tra la sfera fisica e la sfera emozionale dell’essere umano, nonché come la sede della vita stessa: veniva considerato come un vero e proprio fluido salvifico, capace di eludere una persona dalla vecchiaia o di compiere sacrifici per la salvezza.

Nell’antica Grecia, si racconta che Esone bevve il sangue di suo figlio Giasone per riguadagnare la giovinezza, mentre gli Egiziani credevano fosse possibile semplicemente immergendosi all’interno di esso, contenuto all’interno di enormi vasche dell’epoca. Secondo delle credenze latine, invece, i gladiatori pensavano che bere il sangue dell’ avversario ucciso, immettesse in loro gran parte del suo vigore, così da risultare vincitori senza troppi sforzi nei futuri combattimenti.

A livello storico, in Sud America le tribù indigene erano fermamente persuase del fatto di poter esorcizzare gli spiriti maligni incidendosi le vene e permettendo al sangue di sgorgare liberamente, mentre nelle civiltà Maya ed Azteche, il sacrificio della vita umana, seguita dallo sgorgare del sangue era necessario affinché gli Dei placassero le loro ire verso il mondo umano.

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Donatori e Riceventi

Tuttavia, il sangue non fu sempre visto sotto un’ottica positiva o salvifica. Al contrario, fu, molto più spesso che volentieri, visto come barometro di classi sociali: il sangue “blu” apparteneva agli aristocratici e, chiunque non avesse denaro o possibilità economiche pari alla nobiltà del tempo, veniva considerato plebeo, inferiore. Ricordiamo anche che fu proprio a causa del diverso sangue tra i popoli che esplose il secondo conflitto mondiale (per motivi di discriminazione e superiorità razziale).

E’ a livello scientifico che, però, il sangue risulta come una sorta di carta d’identità ben precisa: nelle vene di ogni persona scorre un gruppo sanguigno differente. Alcuni gruppi sono più frequenti o addirittura universali, altri particolarmente rari e creduti quasi “inumani”. Parliamo quindi di AB0 e c’è da specificare che “gruppo sanguigno” è il risultato dell’assenza di molecole sulla membrana dei globuli rossi, definite “antigeni eritrocitari”. Questi antigeni sono in grado di “attivare” il sistema immunitario della persona in questione, con conseguente reazione anticorpale nel siero di un soggetto ricevente, nel momento in cui questo subisce trasfusione.

La suddivisione che vige nel sistema AB0 è dei gruppi A, B, AB e 0. In particolar modo, coloro nelle cui vene scorre il gruppo sanguigno 0 non contengono sulla superficie dei globuli rossi né antigeni di gruppo A né di gruppo B ed è questo il principale motivo di compatibilità universale.

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Gruppi sanguigni

Una delle mutazioni più particolari mai studiate è proprio quella “Rh”: i donatori possono possedere l’ Rh+ (positivo) o Rh- (negativo), sulla base della presenza dell’antigene eritrocitario, denominato “D”, sulla membrana del globulo rosso, che in alcuni casi potrebbe non esserci. Coloro che hanno sangue Rh positivo discenderebbero da una scimmia chiamata Macacus Rhesus, con tutta probabilità, quindi, dall’homo erectus.

Il dilemma della scienza moderna risiede nel fatto che gli scienziati ancora non sono arrivati ad una conclusione circa la questione della provenienza di coloro che hanno Rh- (negativo). Un ricercatore indipendente, che non basa i suoi studi sulle logiche accademiche, Gianluca Sablone (alias Luca Neblosa) è convinto che la soluzione ci viene fornita se andiamo a ritroso nel tempo, “nei testi Sumeri”, sui quali, da anni, conduce studi molto specifici.

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Gianluca Sablone

“La comparsa del Rh negativo viene collocata dagli studiosi circa 35mila anni fa”

Nonostante ci siano coloro che avvalorano la tesi della mutazione genetica, Sablone non si trova d’accordo:

“Ciò che viene di sicuro ereditato da un individuo dai suoi antenati è il sangue e non è soggetto a mutazione genetica, o minimamente”.

Sablone è un fiume in piena e, alla domanda di come sia possibile, se l’Uomo e la scimmia si sono evoluti dallo stesso antenato, che solo una stretta minoranza abbia seguito lo stesso processo, risponde:

“Se partiamo dal presupposto che tutti gli esseri viventi possono riprodursi con la propria specie compatibile allora perché esistono malattie emolitiche tra Rh più e meno, ossia perché si verifica quando una madre negativa è gravida di un feto Rh positivo?” .

Per Sablone, il sangue nella riproduzione degli anticorpi, per natura, elimina il feto positivo, che viene identificato dal sistema immunitario con un virus:

“Ma una madre perché mai dovrebbe combattere e eliminare il suo feto? In nessun caso sul pianeta si verifica questo tra le specie tranne in un caso di ibridazione come tra cavallo e asini dalla cui unione nasce un mulo, ciò prova che nell’incrocio tra due specie simili ma differenti dal punto di vista genetico ci possano essere problemi di riproduzione”.

L’esperto ritiene che il sangue Rh negativo sia il più puro della terra, mentre Ab negativo il più vecchio e più raro:

“La cosa più strana è che i gruppi meno possono donare ai più e non viceversa, i gruppi meno solo dai meno.”

Pare proprio che queste dichiarazioni potranno dare un bello scossone alla comunità scientifica!