Un dramma quello che da ieri notte si sta consumando in Sicilia, devastata dagli incendi: bruciano ancora le montagne attorno a Palermo. I roghi, di origine dolosa, che da ieri sera hanno interessato la zona di Monreale e Ciaculli non sono ancora stati domati completamente raggiungendo Poggio San Francesco e Belmonte Mezzagno. La situazione più difficile si è registrata a Monreale, nella zona di Monte Caputo e di San Martino delle Scale, dove gli incendi hanno bruciato ettari di macchia mediterranea. Ottanta persone hanno dovuto lasciare le loro abitazioni venendo ospitate nella scuola Antonio Veneziano di Monreale.
In fiamme 60 ettari di terreno a Monreale
“Sessanta ettari di terreno, due case e un numero ancora imprecisato di auto. E’ il primo bilancio dei danni causati dagli incendi che questa notte hanno accerchiato Monreale e che hanno portato allo sgombero temporaneo di 70 persone, le quali, in parte, sono già rientrate nelle proprie abitazioni. Mentre sono ancora in corso di accertamento i danni riportati dal patrimonio boschivo che ha colpito in modo rilevante la zona di Monte Caputo”. A tracciare un primo bilancio dei danni causati dagli incendi che da ieri hanno devastato il palermitano è l’assessore regionale al Territorio Toto Cordaro. L’esponente del governo regionale ha trascorso tutta la notte nell’area di Monreale insieme al comandante del Corpo forestale della Regione Filippo Principato, al sindaco Alberto Arcidiacono e al presidente del consiglio comunale della città Marco Intravaia.

Coldiretti: “Nel 2019 incendi triplicati , uno al giorno”
Record degli incendi in Italia dove dall’inizio del 2019 sono divampati 295 roghi, praticamente il triplo dello scorso anno con effetti devastanti dal punto di vista economico ed ambientale. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia in media piu’ di un incendio al giorno lungo la Penisola durante l’anno sulla base dei dati Effis, in riferimento ai roghi scoppiati alle porte di Palermo a Monreale e San Martino delle Scale considerati di origine dolosa.
Per ricostituire i boschi andati in fiamme – continua la Coldiretti – ci vogliono almeno 15 anni con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo. Nei boschi andati a fuoco sono impedite anche tutte le attivita’ umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono decine di migliaia di appassionati. Un costo drammatico che l’Italia è costretta ad affrontare perché – conclude la Coldiretti – è mancata l’opera di prevenzione, sorveglianza e soprattutto di educazione ambientale sul valore inestimabile di un patrimonio determinate per la biodiversità e per la stabilità idrogeologica del territorio.
Musumeci: “Piromani bastardi, andate all’inferno”
“Mi piacerebbe guardarli negli occhi e chiedere, perché date fuoco alla vita, perché volete distruggere la bellezza del nostro paesaggio? Poi prevale il senso di giustizia e penso che i piromani che nella notte scorsa hanno dolosamente appiccato focolai per il solo gusto di distruggere, andrebbero arrestati e buttata la chiave”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, sulla sua pagina Facebook, commentando gli incendi che nelle ultime ore hanno devastato centinaia di ettari di boschi in Sicilia, in particolare nelle province di Palermo e Trapani.