Ammontano a milioni di euro i danni provocati all’agricoltura dall’ultima violenta ondata di maltempo che ha colpito il centro nord con piante sradicate, serre divelte, vigneti abbattuti, frutta flagellata come pure meloni e pomodori ma anche campi allagati, soia e mais stesi a terra dalle forti tempeste di vento, trombe d’aria e temporali intensi accompagnati da grandinate killer con strade di campagna impraticabili e pascoli isolati.
É quanto emerge dal primo bilancio effettuato dalla Coldiretti sugli effetti delle tempeste che hanno colpito le campagne dove è necessario avviare le procedure per la richiesta dello stato di calamità, dalla Lombardia al Veneto, dall’Emilia alle Marche.
Violente grandinate

La grandine si è scatenata, inoltre, in varie zone del Varesotto, del Comasco e del Lecchese con danni a orticole e campi di fieno spianati. Maltempo anche nel Cremasco dove una tromba d’aria a Palazzo Pignano ha danneggiato strutture aziendali e mezzi agricoli, mentre nella pianura bergamasca un forte nubifragio ha allettato il mais e ha scoperchiato cascinali mentre in provincia di Brescia -continua la Coldiretti – sono stati colpiti prati e vigneti, mais, verdure, frutteti con reti antigrandine divelte e piante di melo sradicate ma anche strutture aziendali danneggiate.
Il maltempo ha segnato la provincia di Treviso la fascia pedemontana che va da Castelfranco Veneto Montebelluna fino ad Asolo. Il fortunale ha interessato anche l’immediata periferia trevigiana (comuni di Silea e frazioni di San Biagio di Callalta) provocando allagamenti, alberi sradicati e disagi che hanno richiesto l’intervento dei vigili del fuoco. In campagna vigne atterrate e impianti compromessi anche a causa delle forti raffiche di vento che nell’opitergino hanno scatenato una tromba d’aria. Una vera bufera ha provocato ingenti danni su decine di ettari, ai vigneti e ai frutteti, allagate intere coltivazioni, scoperchiati ricoveri attrezzi e serre su Montagnana secondo il monitoraggio effettuato dalla Coldiretti a Padova con la richiesta dello stato di calamità. L’ultima ondata di maltempo fa salire il conto dei danni provocati nelle campagne da una pazza estate in cui l’Italia è stata colpita da ben 462 tempeste di ghiaccio, acqua e vento, il 75% in più rispetto all’anno scorso, il 75% in più rispetto all’anno scorso, secondo una analisi Coldiretti su dati Eswd la banca dati europea sugli eventi estremi.
In Veneto decretato lo stato di crisi per tutte le zone colpite
Pesante il bilancio anche in Veneto, in particolare su alcuni territori delle province di Treviso, Venezia, Padova e Rovigo. Oltre agli eventi di ieri mattina con trombe d’aria e pesanti nubifragi che hanno colpito, tra gli altri, San Biagio di Callalta, Silea, Zenson di Piave, Noventa di Piave e Salgareda, in serata una tromba d’aria ha interessato Montagnana e i comuni confinanti alle province di Verona e Rovigo producendo gravi danni.
Alberi abbattuti, allagamenti e violenti nubifragi hanno messo in ginocchio, in particolare, il settore dell’agricoltura che registra il bilancio più pesante dalla nuova ondata di maltempo con disagi registrati in tutte le province venete.
Il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, attraverso l’assessore Gianpaolo Bottacin, è rimasto in costante contatto con il Sistema Regionale di Protezione Civile che ha fatto fronte alle situazioni di rischio determinate dagli eventi. In merito ai danni causati dal maltempo di ieri, il Presidente Zaia precisa che il decreto sullo Stato di Crisi e la richiesta dello Stato di Emergenza n. 110 “Stato di crisi per eventi eccezionali verificatesi nel vicentino e padovano – 31 luglio 2019″ è rimasto aperto proprio in considerazione delle previsioni meteo e delle indicazioni del Sistema Regionale di Protezione Civile. Questo permette a tutti i Comuni interessati dal maltempo degli ultimi giorni di avviare le relative procedure di richiesta danni.
