Si stima che almeno 40 persone siano annegate al largo delle coste della Libia in un nuovo naufragio nel Mar Mediterraneo. Lo riferisce un comunicato stampa dell’Unhcr. “Questo scioccante incidente ha spinto l’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, a rinnovare la sua richiesta urgente di intervento per salvare vite umane”, si legge.
Circa 60 sopravvissuti sono stati soccorsi e portati a terra nella città costiera di Al Khums, a circa 100 chilometri a est di Tripoli. Le operazioni di salvataggio, condotte dalla Guardia costiera libica e da pescatori locali, sono in corso da questa mattina. I team dell’Unhcr stanno fornendo ai sopravvissuti assistenza medica ed umanitaria.
“Non dobbiamo semplicemente accettare queste tragedie come inevitabili“, ha affermato Vincent Cochetel, inviato speciale dell’Unhcr per il Mediterraneo Centrale. “La compassione deve ora tradursi in azioni che impediscano la perdita di vite in mare e la perdita della speranza che e’ cio’ che piu’ di ogni altra cosa motiva le persone a rischiare la vita”.
Quest’ultimo incidente segue di poche settimane un naufragio in cui erano state stimate circa 150 vittime, rendendola la peggior sciagura nel Mediterraneo di quest’anno, prosegue il comunicato. Con la tragedia di oggi, si stima che circa 900 persone abbiano perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo nel 2019.
L’Unhcr chiede nuovi sforzi per limitare la perdita di vite in mare, tra cui il ritorno delle navi di ricerca e soccorso degli Stati membri dell’Ue. Le restrizioni legali e logistiche alle operazioni di ricerca e soccorso delle Ong, sia in mare che per via aerea, devono essere eliminate. Gli Stati costieri dovrebbero facilitare, non ostacolare, gli sforzi volontari per le morti in mare. Queste misure dovrebbero andare di pari passo con l’aumento delle quote di evacuazione e di reinsediamento per portare in salvo i rifugiati intrappolati in Libia, conclude il comunicato.
