Ricerca: Big Data, Meteo e Clima, Emilia Romagna Hub europeo della conoscenza

L'Emilia-Romagna cuore europeo dei sistemi di supercalcolo e dei Big data e driver per il Paese nell'affrontare alcune delle grandi sfide del nostro temp

L’Emilia-Romagna cuore europeo dei sistemi di supercalcolo e dei Big data e driver per il Paese nell’affrontare alcune delle grandi sfide del nostro tempo: cambiamento climatico, medicina personalizzata e predittiva; sviluppo di nuovi materiali, gestione della mobilità e della logistica. Sono gli obiettivi della regione guidata dal presidente Stefano Bonaccini, sempre più vicini grazie agli investimenti della Regione nel Tecnopolo di Bologna, ma anche al lavoro di squadra con istituzioni nazionali e locali, università e mondo della ricerca. Ultima importante acquisizione, in ordine di tempo, ‘Leonardo’, il nuovo supercomputer da 120 milioni di euro, progetto candidato dal Cineca per l’assegnazione dei supercomputer dell’EuroHPC Joint Undertaking, l’impresa comune europea a supporto di progetti e infrastrutture per il calcolo ad alte prestazioni.

”Abbiamo lavorato nell’interesse del Paese per mettere in collegamento la grande infrastruttura che l’Europa sta costruendo a Bologna con le più avanzate realtà del mondo, fra cui si collocano certamente le città della scienza di Tzukuba e Keihanna, anche in vista del forum tecnologico Italia Giappone 2020″ spiega l’assessore all’Università e ricerca, Patrizio Bianchi, di ritorno da una missione in Giappone, dal 19 al 22 agosto, per gettare le basi di un’intesa su scienza, ricerca, big data e intelligenza artificiale . “Un lavoro che consente nuove opportunità al sistema delle Università – sottolinea -, della ricerca e delle imprese, collocando l’Italia in prima linea sulla nuova frontiera tecnologica dei big data e dell’intelligenza artificiale”. Dal 15 al 18 settembre, invece, Bianchi sarà in missione in Canada.

L’Emilia-Romagna, dove già oggi si concentra il 70% della capacità di calcolo e di storage nazionale, con migliaia di ricercatori coinvolti, passerà dalla 19^ alla 5^ posizione nella classifica mondiale, diventando di fatto la Data Valley europea. ‘Leonardo’ si affiancherà al Data Center del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, che da Reading, in Inghilterra, si trasferirà nel capoluogo regionale, grazie al valore del progetto avanzato dalla Regione e sostenuto dal Governo che lo ha candidato, in sede europea, per un investimento di 52 milioni di euro, facendo del Tecnopolo una delle più grandi concentrazioni europee di infrastrutture di ricerca per il supercalcolo. Ancora, a Bologna, troveranno sede l’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia ‘ItaliaMeteo’; il Centro di competenze Industria 4.0; le biobanche dell’Istituto Rizzoli, centro mondiale della ricerca sulle protesi ossee, sui materiali biocompatibili, sui sensori e sulle connessioni neurali, oltre ad Arpae Emilia-Romagna, Enea, e piccole e grandi imprese. Un lavoro coronato dall’approvazione, a giugno scorso, della legge regionale che dà il via alla creazione della ‘Fondazione Big Data for Human Development’: grandi istituzioni scientifiche regionali, nazionali, internazionali e imprese, insieme per attrarre talenti e investimenti pubblici e privati sulle nuove tecnologie.

Il testo di legge autorizza la Regione a partecipare all’associazione ‘Rete Nereus”, la rete europea delle Regioni che usano le tecnologie spaziali. Adesione importante a seguito dell’assegnazione a Bologna anche della futura direzione e sede amministrativa del Cta (Cherenkov telescope array), il più grande osservatorio per raggi gamma al mondo, con una rete di 118 telescopi per studiare l’universo. Un progetto internazionale che sarà istituito entro la fine del 2020 a Bologna sotto forma di un Consorzio europeo per le infrastrutture di ricerca (Eric)