Alla scoperta della Foresta di Montarbu, uno dei polmoni verdi della Sardegna [VIDEO]

La Foresta di Montarbu ha rilevante valenza naturalistico-ambientale, costituisce una delle più belle e meglio conservate foreste di tutta la Sardegna

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La Foresta di Montarbu si estende su una superficie di 2765 ettari e costituisce una delle più belle e meglio conservate foreste di tutta la Sardegna. Si estende a Est di Seui, alla falde meridionali dei monti di Montarbu e del Tonneri. Il corso del Flumendosa la divide dal grande massiccio del Gennargentu. La parte centrale della foresta è costituita da un altopiano calcareo di circa 1000 metri di quota.

È una vasta area caratterizzata dalla presenza dei Tacchi calcarei che dominano con le loro pareti verticali profonde vallate solcate dai ruscelli immissari del Flumendosa, nonché una zona ricca di acque grazie alle numerose sorgenti che talvolta formano belle cascate in mezzo al verde (come la cascata di Middai).

La Foresta di Montarbu ha rilevante valenza naturalistico-ambientale: le sue caratteristiche morfologiche, la presenza del bosco e il regime protezionistico vigente da tanto tempo, hanno impedito la scomparsa di molte specie sia animali che vegetali, le quali rivestono grande importanza dal punto naturalistico, storico e scientifico. Inoltre nel 1980 l’intera superficie della foresta è diventata oasi di protezione faunistica

La vegetazione varia a seconda del terreno, dell’altitudine e dell’esposizione. Nei versanti più freschi è possibile trovare tra i lecci anche i carpini neri e in alcune zone circoscritte l’agrifoglio, il tasso e l’orniello. In prossimità delle vette prospera la gariga, boscaglia con associazione di lecci, conifere e arbusti sempreverdi quali l’elicriso, il timo e il ginepro nano. Mentre più in basso il corbezzolo, l’erica, il ginepro, il lentisco e il terebinto creano la classica fascia di macchia mediterranea.
Oltre che dalla presenza di endemismi botanici si caratterizza anche per la presenza di rare specie faunistiche. Montarbu è l’habitat di mufloni, di cinghiali, gatti selvatici, volpi e pure dell’aquila reale, della martora, della donnola, dell’avvoltoio monaco, del grifone, del ghiro, del cervo ecc.

Di seguito il video col drone realizzato da Corrado Mascia.