Il consumo di succhi di frutta aumenta in maniera esponenziale durante il periodo estivo, soprattutto tra i bambini.
I genitori li considerano infatti una valida alternativa alla frutta, spesso poco amata dai più piccoli, ma la fascia di età di chi li ama è in realtà molto ampia: ogni anno se ne bevono nel nostro Paese 765 milioni di litri, in media circa 13 a testa, con un giro d’affari complessivo che nel 2018 ha fatto registrare un fatturato in euro di 683 milioni.
Ad alimentare il business concorre anche l’associazione di valori che si legano alla frutta, anche se assunta sotto forma di bevanda: naturalità, salubrità, genuinità. Per scoprire se queste qualità corrispondono al vero, la rivista Il Salvagente ha deciso di portare in laboratorio dieci succhi di pera, uno dei gusti più consumati in Italia, selezionati tra le marche più diffuse sugli scaffali dei supermercati.

“I carboidrati derivanti da fruttosio, glucosio e zuccheri aggiunti di varia natura – sottolinea Lorenzo Misuraca nel pezzo di copertina del Salvagente – sono tra le maggiori cause di obesità infantile, il che per una bevanda che spesso e? destinata proprio a un pubblico giovane non e? da sottovalutare”.
I risultati complessivi non sono particolarmente allarmanti: quasi tutti i succhi di pera analizzati hanno evidenziato tracce di zuccheri e dei fitofarmaci captano, boscalid e dodina, sebbene in quantità che non devono destare preoccupazione.
La classifica integrale con i test del mese effettuati dal mensile è disponibile all’interno del nuovo numero, in edicola a settembre con il titolo di copertina “Ma che frutta beviamo?”.