ENEA ha ricevuto il premio ALBA per gli studi innovativi nel campo delle Vertical Farm, le serre verticali basate sulla coltivazione idroponica di specie vegetali senza consumo di suolo e ricorso a pesticidi.
Assegnato ogni due anni dall’Associazione per il Lifestyle, il Benessere e l’Alimentazione (ALBA), il riconoscimento è stato ritirato dalla ricercatrice ENEA Gabriella Funaro.
“La Vertical Farm rappresenta una delle soluzioni dell’agricoltura del terzo millennio per la produzione di ortaggi fuori suolo, multistrato, a ciclo chiuso integrale, cioè con riciclo totale dell’acqua e dei fertilizzanti, in ambiente protetto e climatizzato, senza utilizzo di pesticidi e insetticidi”, spiega Funaro. “Trattandosi di una vera e propria fattoria che si sviluppa in verticale e che nasce dall’idea di concepire la coltivazione come un’attività indipendente dal terreno, ci permette di promuovere l’agricoltura del futuro tendenzialmente a impatto zero sulle risorse”, continua la ricercatrice.

Il premio ALBA, che nelle ultime edizioni è stato assegnato all’Arma dei Carabinieri e all’enciclica “Laudato Sii” di Papa Francesco, inaugura una serie di iniziative che coinvolgono ENEA e il vertical farming, tra cui RI-GENERA, insieme a Idromeccanica Lucchini, Università di Padova, Advance Srl, Assindustria Veneto, Coldiretti Padova, Parco Scientifico e Tecnologico Galileo.
“Attraverso RI-GENERA si vuole promuovere la riconversione di edifici dismessi nelle città in serre verticali a km. 0. La prospettiva è molto conveniente: basti pensare che per ogni ettaro di terreno orizzontale se ne potrebbero ricavare molti altri in verticale, più produttivi di quelli tradizionali perché le colture sono a ciclo continuo e non condizionate dalla stagionalità”, conclude Funaro.
ENEA ha presentato a EXPO 2015 a Milano la prima Vertical Farm italiana. Il prototipo realizzato per l’occasione era una serra verticale di 5 metri d’altezza adibita alla coltivazione di lattuga e basilico, con un rendimento quasi doppio rispetto alle colture tradizionali (da 6 a 14 cicli di raccolta/anno per l’insalata) e un risparmio del 95% di acqua (2 litri per un 1kg di lattuga contro i 40-45 litri/kg in un campo).