Astronomia: osservato un buco nero che mangia una stella, ridotta a “spaghetto cosmico”

E’ la prima volta che viene osservato un buco nero che mangia una stella, determinando un evento di distruzione mareale

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Ridotta a spaghetto cosmico e divorata da un buco nero. E’ questo il destino di una stella simile al Sole, visto da Tess a un dettaglio senza precedenti. Il nuovo cacciatore di pianeti della NasaTransiting Exoplanet Survey Satellite, lanciato nel 2018, ha fatto l’eccezionale avvistamento quasi per caso, osservando a 375 milioni di anni luce dalla Terra un buco nero di massa pari a sei milioni di volte quella solare: lo rivela uno studio pubblicato sull’Astrophysical Journal dal gruppo dell’Università americana dello Stato dell’Ohio guidato da Patrick Vallely e da Tom Holoien.

E’ la prima volta – spiega Global Science – che viene osservato un buco nero che mangia una stella, determinando un evento di distruzione mareale. Il fenomeno raro accade quando una stella si avvicina sufficientemente a un buco nero supermassiccio, a una distanza confrontabile a quella che separa la Terra dal Sole, viene disfatta dalle forze di marea e sottoposta a spaghettificazione. La scoperta è particolarmente fortunata dato che un evento simile può verificarsi ogni 10mila oppure ogni 100mila anni in una galassia delle dimensioni della Via Lattea. “I primi dati TESS ci permettono di vedere la luce molto vicino al buco nero, molto più vicino di quanto siamo stati in grado di vedere prima,” ha detto Patrick Vallely. All’osservazione ha contribuito anche la rete di telescopi ASAS-SN, All-Sky Autormated Survey for Supernovae, dell’Ohio e il telescopio spaziale Swift della Nasa.

Il fenomeno è uno dei più luminosi del Cosmo. “I dati Tess ci hanno permesso di vedere esattamente quando l’evento di distruzione mareale, chiamato ASASSN-19bt, ha iniziato a diventare più luminoso,” ha detto Tom Holoien, “Poiché abbiamo identificato rapidamente il fenomeno con i telescopi All-Sky Autormated Survey for Supernovae, ? siamo stati in grado di attivare osservazioni di follow-up  nei primi giorni. I primi dati saranno incredibilmente utili per capire la fisica di queste esplosioni.