Cambiamenti climatici: i nuovi modelli matematici annunciano un riscaldamento globale più forte del previsto

Nuovi modelli matematici serviranno come base ai lavori dell'Intergovernmental Panel on Climate Change

Un team di esperti francesi ha elaborato nuovi modelli matematici che serviranno come base ai lavori dell’Intergovernmental Panel on Climate Change: ricercatori e ingegneri del Centre national de la recherche scientifique (CNRS), del Commissariat à l’énergie atomique (CEA) e di Météo-France hanno partecipato agli studi che costituiranno la fonte del 6° rapporto del gruppo di esperti ONU, previsto per il 2021-2022.
Gli scienziati francesi – spiega Afp – hanno prodotto due modelli climatici diversi, incrociati con vari scenari socioeconomici: “Nello scenario peggiore, l’aumento della temperatura media globale va dai 6,5 ai 7°C nel 2100,” si spiega nella presentazione dei nuovi modelli (nel rapporto IPCC del 2014 lo scenario peggiore era di un aumento del temperature di 4,8°C rispetto al periodo preindustriale).
L’Accordo di Parigi prevede che il riscaldamento globale venga limitato a 2°C o 1,5°C a fine secolo. Gli impegni presi dagli Stati finora porterebbero a un aumento delle temperature di 3°C.
Lo scenario più ottimistico “implica un calo immediato delle emissioni di CO2 fino a raggiungere la neutralità delle emissioni su scala planetaria nel 2060 e una captazione dell’anidride carbonica dell’ordine di 10/15 miliardi di tonnellate per anno nel 2100“, un obiettivo impossibile con le tecnologie di cui disponiamo al momento.
Il livello di riscaldamento, più grave rispetto a quanto stimato finora, “potrebbe spiegarsi con una reazione climatica più forte all’aumento dei gas serra antropici rispetto alle simulazioni del 2012, ma i motivi di questa maggiore sensibilità e il grado di confidenza vanno ancora valutati“.