“Con quei capelli a scuola non entri”: le regole si rispettano e a Scampia il metodo funziona

"Niente creste, niente shatush o altre acconciature carnevalesche, niente bermuda, niente pantaloni stracciati, niente sandali, niente trucco pesante"

Abbiamo un dress code che va rispettato, quei capelli sono un capriccio”

Così Rosalba Rotondo, dirigente scolastico nell’istituto comprensivo Ilaria Alpi-Carlo Levi di Scampia, a Napoli. Il caso è diventato di interesse nazionale. Ecco i fatti. A un ragazzino di 13 anni è stato impedito di entrare in classe per via dei suoi capelli. La segnalazione di quanto accaduto è partita dalla nonna del ragazzino che ha raccontato la vicenda al consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli.

A mio nipote è stato impedito di entrare a scuola per i suoi capelli. Di fronte alle rimostranze di mia figlia, la hanno sbattuto la porta in faccia”.

Ma la preside, decisa per la sua strada e dirigente scolastico in quella scuola da bene 36 anni, non ci sta e precisa:

Nessuna porta in faccia: tutti i genitori firmano, ogni anno, un ‘Patto di corresponsabilità’. Ci sono regole che valgono per tutti, alunni e docenti, e i genitori le conoscono. Sono regole che faccio rispettare anche ai docenti. Io per prima le rispetto. Imparano oggi quello che servirà loro domani. Immagino i miei alunni come i dirigenti di domani. Potranno mai andare a lavorare in bermuda o con l’ombelico scoperto o con treccine blu elettrico? Non credo proprio. Un giorno saranno avvocati, infermieri, medici, artisti, bancari e sapranno che esistono regole da rispettare, sapranno cos’è un dress code”.

Dunque, niente creste, niente shatush o altre acconciature carnevalesche, niente bermuda, niente pantaloni stracciati, niente sandali, niente trucco ‘pesante’, no assoluto all’ombelico scoperto, no maglie e felpe con simboli che inneggiano alla violenza o a modelli sbagliati. E nella scuola di Scampia sono stati messi al bando persino i cellulari.

Il ragazzino di cui stiamo parlando ha un’intelligenza non da poco, un talento per il pianoforte e la passione per la matematica. Va guidato per evitare che segua cattivi modelli. La madre ci ha detto che quei capelli sono stati un regalo di compleanno. Insomma: un capriccio. Investiamo le nostre energie per tutti, ma soprattutto per chi ha modelli negativi, motivo per il quale è compito della scuola ‘raddrizzare il tiro’ e far capire che, attraverso il bello, il bene e il vero, loro possono diventare ciò che vogliono”

conclude la preside. E come darle torto? Nessuno chiede appiattimento di gusti o adesione a ‘modelli’ di comportamento predefiniti, ma il contegno, la formalità, il rispetto delle regole e il rispetto per chi ci sta di fronte sono di fondamentale importanza per chiunque, tanto più per degli adolescenti.

Scampia, poi, non è di certo uno dei luoghi più tranquilli del nostro Paese, e sebbene qualcuno potrebbe obiettare che, proprio per questo, ci sarebbe ben altro di cui preoccuparsi, conviene porsi invece un quesito più diretto: e se la dirigente Rotondo stesse davvero perseguendo la strada migliore per evitare che i ‘suoi’ ragazzi prendano cattive strade? Non è di certo una pettinatura a sancire il comportamento di un individuo, ma di sicuro è un biglietto da visita di non poco conto.

Una rappresentanza di alunni della Ilaria Alpi è reduce dalla Biennale di Venezia, dove ai ragazzi di Scampia sono stati fatti  i complimenti per il loro impegno e per la loro preparazione. E sono di Scampia, non di un quartiere ‘in’ e signorile, dunque i complimenti valgono doppio.