La circonferenza del polso potrebbe diventare un importante indicatore di rischio cardio-metabolico futuro nei bambini con obesità: una ricerca guidata da Cecilia Luordi dell’Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’, presentata oggi al 55° congresso dell’Associazione europea per lo studio del diabete, ha valutato “il rapporto tra la circonferenza del polso, i marcatori di disfunzione del tessuto adiposo e il rischio cardiovascolare futuro in una popolazione di bambini e adolescenti obesi“, in collaborazione con l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.
E’ stata studiata una popolazione di 280 bambini con sovrappeso e obesità: sono stati misurati parametri biochimici, clinici e antropometrici.
Si è scoperto che i bambini con una circonferenza del polso più importante (quelli che si trovavano al di sopra del 50° percentile) presentavano alcuni importanti livelli biochimici più alti rispetto a quelli con bassa circonferenza del polso.
Il punteggio di rischio cardiovascolare è risultato significativamente associato alla circonferenza del polso, indipendentemente da sesso ed età.
“L’obesità infantile è una delle nuove emergenze di salute pubblica in Italia e nel mondo che si potrebbe tradurre in un esponenziale incremento della morbidità e mortalità cardiovascolare nei prossimi anni. In quest’ambito, la stratificazione del rischio cardiovascolare è di fondamentale importanza, già in giovane età, per poter implementare in maniera efficace strategie di prevenzione e trattamento,” spiega Raffaella Buzzetti dell’Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’. “Il nostro studio dimostra che la misurazione della circonferenza del polso è un nuovo parametro clinico di facile misurazione per identificare la disfunzione del tessuto adiposo e stimare il futuro rischio cardiovascolare in bambini e adolescenti con sovrappeso/obesità“.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?