Clima: partita la spedizione italiana in Nepal, arrivata a Kathmandu

"I cambiamenti climatici stanno assumendo tratti davvero drammatici con intere popolazioni e villaggi costretti a spostarsi per mancanza di acqua"

In Mustang, regione del Nepal, i cambiamenti climatici stanno assumendo tratti davvero drammatici con intere popolazioni e villaggi costretti a spostarsi per mancanza di acqua. Noi saremo lì per documentare tutto questo. Percorreremo ben 133 Km a piedi attraversando i villaggi. Il nostro è un team multidisciplinare, tutto italiano. Si tratta di un’”esperienza-pilota”, la prima di un progetto più ampio, chiamato simbolicamente “Sulla via del Dolpo”, creato con lo scopo di intraprendere una serie di viaggi verso zone del pianeta che rischiano di “scomparire”, minacciate da cambiamenti ambientali. La nostra sarà una spedizione senza bottigliette di plastica. Con noi abbiamo portato un filtro che servirà per depurare l’acqua dalle sorgenti”. Lo ha dichiarato Mauro Cappelletti, Guida Ambientale Escursionistica dell’AIGAE, caposquadra della spedizione. Ora il team italiano, multidisciplinare, è arrivato a Kathmandu dove resterà fino al 26 sera. Il 27 Settembre mattina tutti si incammineranno con i 3 portatori, verso la regione del Mustang. L’attraversata a piedi dovrebbe durare 12 giorni percorrendo 133 Km. Ieri la partenza del team che comprende Guide Ambientali Escursionistiche, esperti in Turismo sostenibile ma anche in Scienze Naturali, in climatologia, geologia, musica e cultura orientale, in comunicazione e marketing ed anche in primo soccorso, è partito da Fiumicino per raggiungere Kathmandu dopo aver fatto scalo ad Istanbul.
Oggi il summit all’Onu. L’appello è chiaro: fate presto! Noi in Nepal documenteremo i drammatici cambiamenti climatici che stanno costringendo intere popolazioni a spostarsi. Lo faremo -ha affermato Stefania Gentili, Friulana, Esperta in Scienze Naturali e caposquadra della spedizione – con una serie di azioni che saranno legate ovviamente alla parte documentaristica e dunque foto, reportage, interviste sul posto e nei villaggi, documenteremo i contatti con le popolazioni locali per entrare nel vivo di questi cambiamenti climatici. Inoltre saremo supportati tecnicamente e professionalmente da altri collaboratori che non saranno fisicamente con noi ma che ci seguiranno dall’Italia, ad esempio nel montaggio del reportage, in merito anche all’elaborazione ed al montaggio fotografico, mentre il geologo svilupperà la parte naturalistica che elaborerà i dati raccolti mentre il social media blogger ci aiuterà nella promozione finale. Avremo la possibilità di raccogliere ulteriori informazioni su quelli che sono stati i lavori precedentemente iniziati da Stefano Ardito che aveva lavorato proprio con quei villaggi che si stavano spostando perché non avevano acqua. Ci sono oramai intere popolazioni che si stanno spostando per carenza di acqua. Io, in qualità di esperta in Scienze Naturali mi concentrerò sugli effetti dei cambiamenti climatici sulla flora e sulla fauna. Con me ci sarà anche un altro friulano, Giovanni Negro, che invece curerà tutti gli aspetti riguardanti la climatologia.
In Nepal, attraversando territori inesplorati, incontreremo anche Luigi Fieni, restauratore e fotografo italiano, che da più di 20 anni si occupa di restaurare gli affreschi di alcuni importanti monasteri, a partire dal tempio di Thugchen a Lo Mantang, fino al monastero di Jampa Lha Khang e gli antichi gompa di villaggi adiacenti. Grazie alla sua esperienza cercheremo di capire come il Mustang stia cambiando in questi ultimi anni e quanto resta delle antiche tradizioni buddiste locali. La prima fonte di ispirazione per questo progetto, è comunque da ricercare nei recenti lavori realizzati da Stefano Ardito. Il suo libro “Mustang, Himalaya che cambia” (2013) racconta le spedizioni in Mustang effettuate dal giornalista per raccogliere il materiale che sarebbe stato utilizzato di lì a poco per comporre due documentari sui cambiamenti climatici nella regione: “Dhe non deve morire” e “Le mele di Marpha”. La spedizione si svolgerà esclusivamente a piedi. Escludendo i giorni di avvicinamento da Kathmandu e da Pokara. Percorreremo le terre del Lower e Upper Mustang in 12 giorni, da Kagbeni a Lo Manthang, passando per il Passo Ghar Gompa a 4300 m di altezza (punto più alto del percorso), per ridiscendere poi verso Chussang e Muktinat. Si tratta di ben 133 km e affronteremo un dislivello complessivo di 11.200 m”.
Un progetto innovativo ideato da Stefania Gentili e Mauro Cappelletti, ambedue capisquadra della spedizione multidisciplinare.