Il colesterolo alto è pericoloso, e questa è cosa nota: quello che in pochi sanno è che anche il colesterolo basso può comportare rischi non irrilevanti. Se infatti nel primo caso si ha un aumento del rischio di infarto e ictus, d’altro canto è necessario considerare che valori troppo bassi fanno accrescere alcuni disturbi psicologici che possono sfociare nel suicidio. Questo accade perché i valori bassi possono far “saltare” un freno all’aggressività e all’impulsività dal punto di vista cerebrale.
Lo studio è stato esposto al Convegno internazionale di suicidologia e salute pubblica, organizzato dal Servizio per la prevenzione del suicidio, Azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma, con il supporto incondizionato della Fondazione Internazionale Menarini.
La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati su “Frontiers in Psychiatry”, evidenziano come valori bassi di colesterolo (inferiori al valore di normalità pari a 200 mg/dl) sono associati a una maggiore probabilità di sviluppare comportamenti suicidari in soggetti a rischio, soprattutto se l’intero quadro lipidico di colesterolo e trigliceridi è sbilanciato verso valori bassi.

“A tutti sono stati misurati diversi parametri clinici, fra cui i livelli di colesterolo, trigliceridi e proteina C reattiva plasmatica, indicativa di infiammazione”, racconta Mario Amore, coordinatore dell’indagine e ordinario di Psichiatria presso l’Università di Genova.
“Abbiamo così verificato – prosegue – che c’è una correlazione significativa fra bassi livelli di colesterolo totale e probabilità di tentare il suicidio, in particolare attraverso tentativi ad alto grado di letalità e che, quindi, comportano un intervento medico più intensivo al fine di salvare la vita della vittima. Gli altri parametri risultati connessi sono una diagnosi di disturbo bipolare e la presenza di livelli più alti di proteina C reattiva nel sangue”.
“Bassi livelli di colesterolo possono aumentare l’infiammazione a livello del sistema nervoso centrale e soprattutto alterare il sistema di trasmissione della serotonina, un neurotrasmettitore fondamentale per il controllo dell’aggressività e dell’impulsività: il colesterolo è infatti cruciale – insiste – per la stabilità delle membrane cellulari e, se non è presente in quantità sufficienti la superficie delle cellule cerebrali, risulta alterata nella sua micro-viscosità. Questo modifica di conseguenza anche la capacità di rispondere alla serotonina, riducendone gli effetti e portando così a una minore soppressione di istinti impulsivi e violenti come i tentativi di suicidio”.