Il fattore di rischio più pericoloso per il diabete di tipo 2 è l’obesità: lo ha scoperto una nuova ricerca condotta presso l’Università di Copenaghen e presentata al 55° Congresso dell’Associazione europea per lo studio del diabete (EASD). Lo studio è stato condotto su un campione di 9.556 soggetti, ed ha rilevato che proprio l’obesità è il fattore di rischio primario, in quanto aumenta di 6 volte la probabilità di ammalarsi di diabete tipo 2, mentre il rischio aumenta “in misura molto minore” se si considerano genetica e stili di vita errati.
Circa la metà dei soggetti studiati ha sviluppato il diabete tipo 2 nell’arco di 14 anni di osservazione, e gli esperti sono riusciti a dimostrare che stili di vita scorretti e obesità sono associati ad un maggior rischio di ammalarsi, indipendentemente dai fattori genetici.
La sola predisposizione genetica aumenta il rischio di diabete 2 di 2 volte ed i soli stili di vita errati sono associati ad un aumento del 20% del rischio di ammalarsi.
Che cos’è il diabete di tipo 2?
Il diabete di tipo 2 – spiega l’Humanitas Research Hospital, ospedale ad alta specializzazione, centro di Ricerca e sede di insegnamento universitario – è una malattia molto diffusa in tutto il mondo e la sua prevalenza è in continua crescita (si prevedono per il 2030 più di 400 milioni di pazienti al mondo). La classificazione ufficiale identifica il diabete di tipo 2 come un difetto della secrezione insulinica, che può progressivamente peggiorare nel tempo e che si instaura su una condizione preesistente di insulino-resistenza (resistenza periferica all’azione dell’insulina e specificatamente nel fegato nel muscolo e nel tessuto adiposo).
Quali sono le cause del diabete di tipo 2?
La causa all’origine del diabete 2 – proseguono gli esperti dell’Humanitas Research Hospital – è ancora sconosciuta, ma riconosce origine poligenica e multifattoriale, tanto da non essere considerata una unica malattia ma un insieme di differenti sindromi. Il rischio di sviluppare la patologia aumenta con l’età (generalmente si manifesta in età adulta, dopo i 30-40 anni), con la presenza di obesità e con la mancanza di attività fisica, ma viene anche diagnosticata nei bambini e negli adolescenti. La familiarità per la patologia sembra giocare un ruolo importante: circa il 40% dei diabetici di tipo 2 ha infatti parenti di primo grado (genitori o fratelli) affetti dalla stessa malattia.
Quali sono i sintomi del diabete di tipo 2?
Il diabete di tipo 2 generalmente rimane silente per molti anni poiché l’iperglicemia si sviluppa gradualmente e, almeno all’inizio, non è di grado severo al punto da provocare i tipici sintomi del diabete (stanchezza, aumento della sete, aumento della diuresi, perdita di peso non ricercata, malessere, dolori addominali).
Le maggiori complicanze derivate dal diabete possono arrecare al paziente danni anche importanti a livello neurologico, renale, oculare e cardio-cerebrovascolare.
Come prevenire il diabete di tipo 2?
Per prevenire l’insorgenza del diabete di tipo 2 è consigliabile adottare un sano stile di vita: è stato infatti dimostrato che lo svolgimento di attività fisica aerobica di moderata intensità della durata di 20-30 minuti al giorno o 150 minuti alla settimana, associato alla perdita del 10% del peso corporeo, riduce l’incidenza del diabete di tipo 2 del 60%.
Importante anche la dieta: un’alimentazione ricca di acidi grassi saturi (grassi animali) aumenta il rischio di sviluppare il diabete, mentre la parziale sostituzione di questi ultimi con acidi grassi insaturi lo riduce (omega 3).
Importante per l’adeguato trattamento del diabete tipo 2 accedere a centri specialistici ove vi sia interazione tra i vari specialisti (diabetologi, oculisti, nefrologi, cardiologi) per l’adeguato controllo dei fattori di rischio e lo screening delle complicanze nonché la cura delle stesse, utilizzo di terapie innovative (incretine, nuove insuline, nuovi farmaci presto disponibili sul mercato) associate alle tecniche educazionali indispensabili (terapia educazionale di gruppo, attività fisica, adeguata terapia dietetica)
Diagnosi
Per effettuare la diagnosi di diabete è necessario sottoporsi a un esame del sangue. Per la diagnosi di diabete è sufficiente un valore di glicemia a digiuno >126 mg/dl confermato in almeno due giornate differenti, in alternativa valori maggiori di 6.5% di emoglobina glicata confermati da un secondo prelievo, oppure riscontro di glicemia>200 mg/dl in presenza di sintomi.


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