Dove vivranno gli umani se la Terra diventerà inabitabile? Le opzioni al vaglio degli scienziati

Con la minaccia dei cambiamenti climatici che diventa sempre più evidente, in molti hanno iniziato a pensare cosa potrebbe fare l’uomo se dovesse davvero andare a vivere fuori dalla Terra

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I cambiamenti climatici in atto rappresentano una delle più grandi minacce per la Terra, accompagnati da altre emergenze, come gli incendi, la perdita di specie animali e vegetali e il comportamento dell’uomo che continua a danneggiare l’unica “casa” di cui dispone. Ma dove vivranno gli umani se il pianeta diventerà inabitabile? In molti ci hanno pensato. Ecco alcune delle loro proposte.

Le colonie orbitanti di Jeff Bezos

capsula blue originJeff Bezos, l’uomo più ricco del mondo, secondo Forbes, è una delle personalità di spicco che sta pensando seriamente a cosa potrebbe fare l’uomo se dovesse davvero andare a vivere fuori dalla Terra. Per Bezos, la vita in un futuro distante sarebbe come quella attuale: le persone socializzerebbero, andrebbero al lavoro e avrebbero i weekend per riposare. L’unica differenza rispetto al presente è che vivrebbero in enormi cilindri rotanti che imiterebbero il nostro pianeta, ma che in realtà ruoterebbero intorno ad esso. La visione di Bezos è basata sull’idea avanzata per primo dallo scienziato Gerard O’Neill. Negli anni ’70, O’Neill propose che gli umani potrebbero vivere in un set di due cilindri, ognuno dal diametro di 6,5km e lungo circa 26km. I cilindri ruoterebbero in senso antiorario per continuare ad essere rivolti verso il sole.

In un recente evento per la sua compagnia Blue Origin, Bezos ha suggerito che una serie di queste colonie potrebbe essere progettata per usi specifici: alcune sarebbero residenziali, altre per l’industria e il tempo libero. Per quanto riguarda il meteo, ha aggiunto Bezos, sarà “come Maui nella sua giornata migliore, per tutto l’anno”, riferendosi all’isola delle Hawaii.

Altri piani: la Luna e Marte

LUNAMa Bezos non è l’unica persona a immaginare l’idea di vivere nello spazio. Con i cambiamenti climatici che diventano sempre più evidenti, governi, scienziati e imprenditori del mondo stanno iniziando a prendere in considerazione più seriamente alcuni concetti che una volta erano considerati più da fantascienza che da realtà. “La gente ha sempre dimostrato che farà qualsiasi cosa sia necessaria per sopravvivere. Se la Terra diventa insostenibile, ci sarà una ragione per andare da qualche altra parte”, ha affermato Therese Griebel, vice amministratore delegato per i programmi dello Space Technology Mission Directorate della NASA.

Gli altri piani per vivere nello spazio assumono varie forme. Per Griebel, gli umani potrebbero vivere in modo sostenibile sulla luna entro il 2028, se la NASA riuscirà a trovare un modo per farci sopravvivere alla gelida notte lunare. Nel frattempo, Elon Musk, fondatore di SpaceX, preferisce l’opzione Marte.

La principale sfida di ogni proposta è trovare un modo per estrarre le risorse da qualunque posto in cui gli umani sceglieranno di vivere. Sulla luna, probabilmente questo significherà utilizzare il ghiaccio recentemente scoperto ai suoi poli per convertirlo in acqua, ossigeno e idrogeno. ISpace è solo una delle compagnie che crede che questa opportunità possa convertirsi in vantaggio. La compagnia giapponese afferma che ha raccolto quasi 100 milioni di dollari nella sua richiesta di andare sulla luna e iniziare a scavare. Takeshi Hakamada, fondatore e amministratore delegato, sostiene che sarà il primo passo verso la creazione di una colonia permanente sulla luna.

L’ostacolo più grande del vivere nello spazio è trovare le risorse necessarie per alimentare le esigenze di trasporto. Serve molto propellente, quindi scavare la luna è il miglior modo per ottenerlo”, afferma Hakamada. La compagnia pianifica di atterrare sulla luna nel 2021. Hakamada prevede che ci sarà una comunità di almeno 1.000 persone che vivranno e lavoreranno lì entro il 2040. Le attività di estrazione sono una parte fondamentale anche del piano di Bezos, che pianifica di atterrare sulla luna entro il 2024.

Ma anche tra i più entusiasti e appassionati, esiste un certo scetticismo sul fatto che le attività estrattive sulla luna possano funzionare. Al Globus, ex contraente della NASA, è un sostenitore delle colonie di O’Neill, ma crede che i materiali dovranno provenire dalla Terra piuttosto che da un altro corpo planetario. “Le miniere falliscono sulla Terra. Non credo che riusciremo a farlo bene sulla luna, soprattutto non la prima volta”, ha spiegato. Alcuni credono che né la luna né le apposite colonie sarebbero mai abbastanza grandi da ospitare l’umanità, se le risorse della Terra dovessero esaurirsi. Musk allora potrebbe fare affidamento sul suo piano di portare l’uomo su Marte nei prossimi 5 anni come primo passo per una lenta colonizzazione del Pianeta Rosso. Musk ha affermato di poter superare le fredde condizioni di Marte attraverso esplosioni nucleari nella sua atmosfera.

I critici sostengono che queste siano solo le fantasie di uomini di mezza età che rischiano di distrarre dai tentativi di risolvere i cambiamenti climatici sulla Terra. Emily Cunningham, dipendente di Amazon, ha detto a Bezos: “Il nostro pianeta Terra, non posti lontani nello spazio, ha disperatamente bisogno di una guida coraggiosa”.

ISpace prevede che è probabile che iniziare a produrre carburante dal ghiaccio della luna costerà fino a 10 miliardi di dollari, rendendo necessari pesanti investimenti da parte dei governi, cosa che sembra improbabile, considerati gli attuali problemi interni che la maggior parte dei Paesi sviluppati sta cercando di risolvere. Tuttavia, alcune persone coinvolte nella ricerca spaziale prevedono che quando le prime missioni sperimentali inizieranno a dare i loro frutti, l’interesse pubblico e dei governi potrebbe crescere, dando alla ricerca in questo campo lo slancio che le serve.