Fallimento Thomas Cook, oltre 40 jumbo jet in soccorso di 150.000 turisti: clienti “tenuti in ostaggio” in alcuni hotel [GALLERY]

È caos dopo il fallimento del tour operator Thomas Cook: centinaia di migliaia di turisti attendono di essere riportati a casa, alcuni quasi "tenuti in ostaggio" dagli hotel che temono di non essere pagati

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Una flotta di salvataggio di oltre 40 jumbo jet porterà di nuovo a casa nel Regno Unito 150.000 vacanzieri bloccati dopo il collasso del tour operator Thomas Cook, in quello che viene definito “il più grande rimpatrio dalla II Guerra Mondiale”. Il tour operator britannico, nato 178 anni fa, aveva tempo fino alle 23:59 di ieri per pagare i 200 milioni che doveva ai suoi creditori o sarebbe stata bancarotta. 9.000 dipendenti britannici tra i 21.000 dello staff in tutto il mondo ora rischiano di perdere il lavoro dopo che la compagnia di viaggio più vecchia del mondo è caduta in bancarotta.

Ai viaggiatori che aspettavano di salire a bordo degli aerei Thomas Cook nel Regno Unito oggi, 23 settembre, è stato detto di restare a casa poiché tutti i voli sono bloccati a terra in modo permanente. L’ultimo aereo Thomas Cook operativo è atterrato all’Aeroporto di Manchester alle 5 di questa mattina dopo essere decollato da Orlando, in Florida. Annunciando la fine delle sue attività, Thomas Cook ha scritto sul suo sito web: “Tutti i voli futuri e le vacanze future sono cancellati. Un servizio di supporto dedicato è fornito dalla Civil Aviation Authority per assistere i clienti oltreoceano e quelli nel Regno Unito con prenotazioni future”. I clienti possono visitare il sito www.thomascook.caa.co.uk per ulteriori informazioni.

Si ritiene che già la scorsa notte siano stati inviati aerei nelle mete di vacanza per iniziare a portare i britannici a casa. Ma la Civil Aviation Authority ha avvisato: “A causa della notevole portata della situazione, alcuni disagi sono inevitabili”. Thomas Cook è stato costretto a negare le affermazioni secondo cui potrebbero servire fino a 2 settimane per riportare i vacanzieri a casa, insistendo che i voli verso il Regno unito saranno vicini alle originali date di ritorno dei clienti.

Grant Schapps, ministro dei trasporti, ha aggiunto: “Il crollo di Thomas Cook è una notizia molto triste per lo staff e i vacanzieri. Il Governo e UK CAA stanno lavorando 24 ore su 24 per aiutare le persone. Il nostro piano di emergenza ha contribuito ad ottenere aerei da tutto il mondo, alcuni fin dalla Malesia, e abbiamo messo centinaia di persone nei call center e negli aeroporti. Ma il compito è enorme, il più grande rimpatrio in tempo di pace nella storia del Regno Unito. Quindi ci saranno sicuramente problemi e ritardi. La disperata ricerca di jumbo di soccorso da parte del Governo è stata resa più complicata anche dalla messa a terra forzata del Boeing 737 Max per questioni di sicurezza. La notizia del fallimento di Thomas Cook è arrivata dopo che Dominic Raab, ministro degli esteri, aveva insistito che nessuno dei 150.000 vacanzieri attualmente all’estero con il tour operator sarebbe rimasto “bloccato”. L’operazione di rimpatrio da 600 milioni di sterline è stata rinominata “Operation Matterhorn”.

Priorità alle indagini sull’operato dirigenti

Il segretario per gli Affari economici britannico, Andrea Leadsom, ha chiesto all’Insolvency Service di “dare priorità” e “far avanzare con velocità” l’inchiesta aperta su Thomas Cook, con l’operato dei dirigenti della società che ora sarà passato ai raggi X. Lo riportano i media britannici. Come ha fatto sapere il dipartimento dei Trasporti, l’Insolvency Service, l’ufficio governativo che si occupa dei fallimenti, dovrà indagare sulle circostanze che hanno portato al fallimento del colosso dei viaggi britannico e sulla condotta dei manager. Intanto, si sta istituendo una task force per sostenere gli impiegati dell’azienda e per monitorare e valutare l’impatto sul business. “Sarà un periodo estremamente preoccupante per i dipendenti Thomas Cook e per i loro clienti“, ha detto Leadsom, “il governo farà di tutto per aiutarli“.

Turisti bloccati

Ieri, i vacanzieri hanno trascorso la giornata cercando di capire se verranno buttati fuori dai loro hotel. Gli ospiti di un hotel in Tunisia, invece, sarebbero stati bloccati dalle guardie di sicurezza poiché lo staff avrebbe chiesto soldi in più, preoccupato di non ricevere denaro da Thomas Cook. Con molti turisti che rifiutano di pagare poiché hanno già pagato Thomas Cook, le guardie di sicurezza stanno tenendo i cancelli degli hotel chiusi, rifiutando di far uscire i loro ospiti e impedendo a nuovi visitatori di entrare (vedi gallery scorrevole a corredo dell’articolo). “Non possiamo lasciare l’hotel. La descriverei esattamente come la stessa cosa che essere tenuti in ostaggio”, ha dichiarato a Radio Five della BBC il britannico Ryan Farmer.

Matt Varley e Joanne Bancroft, di Nottingham, hanno prenotato un matrimonio da 60.000 sterline per 38 ospiti in Messico. “È un incubo. Abbiamo chiamato 12 volte ma Thomas Cook non è stato raggiunto”, ha detto Joanne. La turista Caroline Clayton, 54 anni, è terrorizzata dall’idea che sarà a rischio di insufficienza cardiaca se resterà bloccata a Grand Canaria senza farmaci. Bloccati anche 200 turisti in Sicilia.

Circa 50.000 turisti ‘bloccati’ in Grecia

Circa 50.000 turisti sono bloccati in Grecia a causa del fallimento del tour operator britannico Thomas Cook. Lo ha dichiarato il Ministero del Turismo greco, secondo il quale 22.000 persone verranno rimpatriate nei prossimi tre giorni. Il processo di rimpatrio dei turisti stranieri è già iniziato, ha aggiunto il ministro del Turismo, Haris Theocharis, in una nota. Nel Ministero è stato istituito un centro operativo per gestire tutti i problemi di rimpatrio e i primi 15 aerei sono arrivati sulle isole di Zante, Corfù e Kos. Secondo l’agenzia greca Ana, a Corfù oltre 3.000 turisti sono intrappolati sull’isola, per lo più britannici ma anche francesi, tedeschi e di altri Paesi dell’Ue. Sull’isola di Zante, 4.000 turisti stanno cercando un modo per tornare in Gran Bretagna e, infine, sono a loro volta bloccati sull’isola di Creta 22.000 clienti di Thomas Cook, tra cui 15.000 britannici. Per Michalis Vlatakis, presidente dei tour operator a Creta, questo fallimento “è un disastro per il turismo della Grecia“. Thomas Cook, spiega Vlatakis, ha contratti con quasi il 70% degli alberghi di Creta. Soltanto quest’anno, conclude, “la compagnia, ha portato circa 400.000 turisti a Creta, di cui 20.000 sono ancora lì“.

Disagi per 30.000 turisti alle Canarie

Tra i 25.000 e i 30.000 turisti in questo momento alle Canarie potrebbero in qualche modo subire le conseguenze della bancarotta dichiarata da Thomas Cook, il secondo operatore turistico più importante attivo sulle isole spagnole. Thomas Cook ha inoltre in programma per la giornata di oggi 24 voli tra gli aeroporti britannici e Minorca (isole Baleari).

140 mila turisti tedeschi bloccati all’estero

Sono circa 140 mila i turisti attualmente in ferie all’estero con pacchetti prenotati con società tedesche controllate dalla britannica Thomas Cook, che ha dichiarato oggi bancarotta. Lo riferisce il tour operator britannico. Di questi, 21.000 sono stati prenotati per partire sui voli acquistati tramite Thomas Cook, ha aggiunto il tour operator britannico, precisando che “non può garantire” il viaggio in entrambi i giorni. Tra le compagnie tedesche coinvolte, vi sono Neckermann e Oger Tours. I viaggiatori tedeschi, riporta Deutsche Welle, dovranno ora rivolgersi alle proprie agenzie di assicurazione e chiedere aiuto per il rientro a casa. Lo Stato regionale tedesco dell’Assia è pronto a varare un prestito ponte per mantenere in vita la compagnia area Condor, di proprietà’ della fallita agenzia di viaggi britannica Thomas Cook. “Ovviamente – si legge in un comunicato – dovremo verificare se ci sono le basi per un aiuto di Stato, come per qualsiasi compagnia“. La dichiarazione è stata rilasciata dopo che Condor ha chiesto aiuto a Wiesbaden, la capitale dell’Assia.

Thomas Cook: bancarotta pesa sui Paesi nordici, colpiti 6.500 turisti

Le ripercussioni della bancarotta di Thomas Cook pesa anche sui Paesi nordici. Si stima, infatti, che 6.500 persone sono stati colpiti da voli cancellati da e verso destinazioni di vacanza nei paesi nordici a causa del fallimento del tour operator britannico. Tutti i voli operati da Thomas Cook Airlines Scandinavia sono stati cancellati, con ripercussioni su partenze e arrivi in Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia, secondo una dichiarazione rilasciata dalla controllata Ving del gruppo Thomas Cook. La compagnia di viaggi danese Bravo Tours ha dichiarato che tenterà di aiutare i turisti bloccati.

Cancellati 46 voli in Spagna

Sono stati cancellati oggi in Spagna 46 voli (24 nelle Isole Baleari e 22 nelle Isole Canarie) dopo che il tour operator britannico Thomas Cook ha dichiarato bancarotta. E’ quanto rivela Aena. Gli aeroporti spagnoli interessati dalle cancellazioni sono stati quelli di Fuerteventura, Gran Canaria, Lanzarote, Tenerife Sud, Minorca e Palma di Maiorca. In particolare nelle Isole Baleari, 14 dei voli cancellati hanno origine e destinazione a Minorca (sette di partenza e sette di arrivo) e 10 a Palma di Maiorca (cinque di partenza e cinque di arrivo). Dei voli che avevano come destinazione gli aeroporti delle Isole Baleari non è arrivato nessuno e nel caso dei voli di partenza i passeggeri vengono trasferiti su altri voli. Il trasferimento viene effettuato tramite l’Autorità per l’aviazione civile (Caa) a Maiorca e il Consolato britannico a Minorca. La compagnia aerea Condor, una filiale di Thomas Cook, per ora ha mantenuto i suoi voli.

20.000 turisti tra belgi e olandesi coinvolti

Almeno 20.000 turisti, tra belgi e olandesi, sono rimasti coinvolti nel fallimento di Thomas Cook, il tour operator globale che ha dichiarato il fallimento. “Faremo di tutto per trovare soluzioni e limitare i danni. Il braccio belga di Thomas Cook resta operativo“, ha detto un dirigente il dirigente del sindacato dei manager ACV-Puls Patrick Van Holderbeke, riferendosi ai 10.000 belgi che hanno prenotato voli o sono rimasti intrappolati all’estero. Sia per loro che per gli altri 10.000 olandesi, nei due Paesi di appartenenza vale un fondo di garanzia a protezione di eventi del genere.

La Turchia ora teme calo fino a 700 mila turisti l’anno

Il capo della Federazione albergatori della Turchia ha avvertito che il collasso della britannica Thomas Cook potrebbe comportare la perdita di 600-700 mila turisti l’anno per il Paese. In un’intervista con la Reuters, Osman Ayik, ha riferito che attualmente in Turchia ci sono 45 mila turisti arrivati dal Regno Unito e da altri Paesi europei con viaggi Thomas Cook. Il presidente della Federazione albergatori ha tenuto, poi, a ricordare che la società britannica – che ha dichiarato oggi la bancarotta – deve tra le 100 mila e 200 mila sterline (113 mila – 226 mila euro) a dei piccoli hotel turchi, che ora potrebbero subire pesanti conseguenze.

Federconsumatori: consigli per centinaia di migliaia di viaggiatori

Il tour operator inglese Thomas Cook ha dichiarato fallimento e ha annunciato ufficialmente la cessazione immediata di tutte le attività nonché la cancellazione di voli e pacchetti vacanze già prenotati. Sul proprio sito web l’azienda ha precisato che l’Autorità dell’Aviazione Civile ha istituito un servizio di assistenza per i clienti che si trovano attualmente all’estero. Gli utenti coinvolti sono centinaia di migliaia: per le circa 500 mila persone attualmente in viaggio con i voli e i pacchetti venduti dall’agenzia si pone infatti il problema del rientro dai Paesi di destinazione. Ecco quindi le prime indicazioni per i turisti coinvolti, che invitiamo a consultare il sito www.federconsumatori.it, sul quale forniremo aggiornamenti in tempo reale. Per chi al momento si trova all’estero e ha una prenotazione per un volo di ritorno per il Regno Unito, l’azienda sta organizzando voli di rimpatrio operativi fino al 6 ottobre e solo per i passeggeri il cui viaggio ha avuto origine nel Regno Unito. Questo programma non include i voli di andata e, nel caso in cui si scelga di acquistare un altro volo per partire con un’altra compagnia fuori dal Regno Unito, non sarà possibile usufruire dei voli di rimpatrio per il rientro.

Alcuni pacchetti vacanze di Thomas Cook includono voli con compagnie aeree non correlate al Gruppo Thomas Cook: in questo caso i voli dovrebbero essere operativi, tuttavia si consiglia comunque di verificare l’effettiva operatività e la validità della prenotazione stessa. Inoltre, altre componenti del pacchetto (ad es. alloggio e trasferimenti) potranno essere cancellate. I clienti che abbiano un volo o un pacchetto Thomas Cook tramite un altro agente di viaggio devono contattare il tour operator di riferimento per avere informazioni. La Thomas Cook sta prendendo accordi per i rimborsi da effettuare sulle prenotazioni che rientrano nella copertura Atol, una sorta di copertura finanziaria per i pacchetti di viaggio venduti dalle agenzie con sede nel Regno Unito. Maggiori informazioni sulle modalità di rimborso verranno pubblicate sul sito entro il 30 settembre. Per ulteriori chiarimenti invitiamo gli utenti a rivolgersi ad una sede Federconsumatori o a contattare lo Sportello SOS Turista al numero 059.251108 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30.