Governo Pd-M5S, nel programma tanti buoni propositi per l’Ambiente: ecco tutti i punti dell’accordo “Green”

E se si ritornasse all'ecologia politica come sistema centrale del governo per risanare l'ambiente? Il programma dei cinque stelle si "dedica" all'ambiente

Alla soglia del 2020, stiamo assistendo ad una degenerazione ambientale che, generata dal cambiamento climatico, ha visto crescere l’indifferenza generale delle autorità, decisamente più preoccupate di racimolare ricchezze di natura antropica. La politica è sempre più nel mirino del popolo: a voce sempre più alta, la gente comune si sta riunendo, sotto la bandiera della giustizia ambientale che ha come simbolo Greta Thunberg, perché i politici guardino più al bene comune che non al guadagno personale. Tuttavia, c’è stato un tempo in cui la politica non era completamente assorta nelle lande desolate degli interessi del singolo, quando ancora avevano ampio respiro delle materie in grado di coniugare fattori comuni e risoluzioni di problematiche in ogni campo. Una di queste è, senza dubbio, l’ecologia politica.

eco/logia
Ecologia Politica

L’ecologia politica è il sole attorno al quale ruotano, da un lato, fattori politici, economici, sociali e, dall’altro, questioni climatiche/ambientali. La particolarità di questa materia sta nel politicizzare le questioni che la concernono e i fenomeni ambientali. La disciplina accademica offre studi di ampio respiro che integrano le scienze sociali ecologiche con l’economia politica in temi quali il degrado e l’emarginazione, i conflitti ambientali, la conservazione e il controllo, le identità ambientali e i movimenti sociali. Il termine “ecologia politica” è stato adoperato per la prima volta da Frank Thone in un articolo pubblicato nel 1935. Da quel momento ne è stato fatto un uso smodato nel contesto della geografia e dell’ecologia umana, ma senza una definizione sistematica. L’antropologo Eric R. Wolf riciclò tale termine nel 1972 in un articolo dal titolo “Proprietà ed ecologia politica”, che trattava di come le regole locali di proprietà e di eredità fossero bilanciate tra le pressioni della società e le esigenze dell’ecosistema locale. Oggi, essa non ha più la stessa rilevanza di una volta, ma vale la pena percorrere la sua storia per capire come potrebbe, agli atti pratici, aiutare a risolvere i problemi ambientali che oggi ci affliggono.

eco-logia
Ecologia Politica

Questa materia ha visto la luce nel XVIII e XIX secolo, per merito di filosofi come Adam Smith, Thomas Malthus e Karl Marx, cercando si spiegare le relazioni tra produzione economica e processi politici. Tuttavia, stando al parere di alcuni autori, le sue spiegazioni erano eccessivamente strutturaliste, incentrandosi sul ruolo delle singole relazioni economiche nel mantenimento dell’ordine sociale e sottovalutando gli effetti ambientali sui processi politici ed economici. Gli ecologisti politici molto spesso hanno adoperato i quadri generali dell’economia politica per la risoluzione di alcune problematiche ambientali. Le ipotesi comuni dell’ampia portata e della natura interdisciplinare dell’ecologia politica  in tutto il settore conferiscono importanza alla all’utilizzo di un termine specifico. Raymond L. Bryant e Sinéad Bailey hanno creato tre presupposti fondamentali nella pratica dell’ecologia politica

Il primo è che i cambiamenti ambientali non influiscono sulla società in modo omogeneo.
Il secondo è che “qualsiasi modifica delle condizioni ambientali deve incidere sullo status quo politico ed economico”
Il terzo è che la distribuzione iniqua dei costi e dei benefici e il rafforzamento o la riduzione delle disuguaglianze preesistenti hanno conseguenze politiche per quel che riguarda l’alterazione dei rapporti di potere che ne derivano.

La particolarità sta nel fatto che, se l’ecologia politica è nata con un particolare riguardo nei confronti dell’ambiente, con il tempo, ha assunto sempre più i tratti di un’economia politica “nascosta”. Per tornare ad occuparsi in maniera più approfondita di ambiente nella sfera politica, dovrebbe essere re-introdotta in maniera stabile ed equilibrata l’ecologia politica, al fine di dedicarla ad un settore fondamentale del nostro pianeta. Bisogna inoltre considerare che, secondo un’antica definizione scolastica, la politica come la conosciamo oggi non è altro che l’arte di governare la società e quest’ultima comprende due tipi di aggregazioni di individui ( umani e animali ), che sfruttano vari habitat per la sopravvivenza. Dunque, se l’habitat non ci fosse o incorresse in determinati pericoli di deterioramento ( situazione attuale ), la società in quanto aggregazione di individui verrebbe meno. Dunque, la politica, per antonomasia, ha il diritto e il dovere di governare anche e soprattutto l’ambito ecologico della società.

eco/logia
Ecologia Politica

Ed è proprio su questo che punta il programma di governo attuale, che proprio ieri ha ufficializzato i risultati delle votazioni popolari sulla piattaforma Rousseau.  Sono addirittura 26 i punti del programma di governo che i 5 stelle rendono pubblici.  Il documento, caricato online pure sul Blog delle Stelle, rappresenta anche uno “spin” pentastellato sulle priorità, sulle questioni irrinunciabili sui quali non fare sconti al Pd. Al di là, quindi, del programma economico, vi è una larga parte dedicata alla solidarietà e all’ ambiente: il green new deal. Infatti, questi sono due dei punti di contatto fra M5S e Pd: il programma prevede “la rimozione di tutte le forme di diseguaglianza (sociali, territoriali, di genere)” e si spinge all’inserimento della protezione dell’ambiente fra i principi fondamentali della Costituzione.