Hiv, verso una cura con la tecnologia Car-t: “le cellule infette potrebbero essere eliminate”

Parola agli scienziati: la tecnologia duoCART potrà essere utile non solo al fine oncologico, ma anche per "curare" definitivamente l'Hiv

I ricercatori hanno avviato una ricerca approfondita, che va persino oltre alcuni tipi di tumori ematologici. Pare, infatti, che stiano studiando se è fattibile adoperare il medesimo principio del CAR-T  anche al di fuori dell’ambito oncologico, concentrandosi sul lupus o sull’HIV. Science Translation Medicine ha dedicato parecchie pagine alla nuova frontiera della terapia CAR-T, che affronta l’argomento secondo cui è possibile ridurre l’infezione per be  il 97% dei modelli animali.

Fino a qualche decennio fa, prima della comparsa dei farmaci antietrovirali, le persone affette dl Hiv avevano una speranza di vita davvero flebile. Adesso, invece, le terapie sono ben efficaci per rallentare il processo, ma devono essere assunte a vita, considerando che non “concedono” la guarigione vera e propria. La strategia del team di scienziati statunitensi in questione, assieme alla biotech Lentigen, permetterà ai linfociti di avere una doppia armatura sotto forma di un duoCART, cellule modificate per colpire più bersagli sulla superficie dell’HIV, per contrastare le capacità del virus di mutare.

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Car-t

I ricercatori, sin dall’inizio, avevano l’obiettivo di produrre linfociti T CD8 killer capaci di riconoscere ed eliminare le cellule infettate dall’Hiv, proteggendo al tempo stesso le cellule CAR-T CD4 dall’infezione.  In questo modo, le cellule modificate risultano capaci di ridurre l’infezione fino al 99% in vitro, e di eliminarla del 97% nelle milze dei modelli animali a cui era stato inoculato il virus con la somministrazione della terapia.Questa tecnologia proteggerà i linfociti CAR da ceppi di Hiv differenti.

“Con la capacità di persistenza a lungo termine e le proprietà di immunosorveglianza, le cellule duoCAR-T multispecifiche potrebbero rappresentare un possibile approccio per il controllo della carica virale e per l’eliminazione delle cellule infettate dall’Hiv nelle persone, in assenza di terapie antiretrovirali”

I ricercatori, tuttavia, confessano di non aver testato la validità della tecnologia duoCAR-T in casi accertati di infezioni da Hiv e che, dunque, serviranno ancora tante ricerche per raggiungere una conclusione stabile circa la malattia. Un’altra essenziale caratteristica, però, sarebbe quella di ridurre le dimensioni dei reservoir di Hiv, ovvero le cellule nelle quali l’Hiv si mantiene in forma latente, senza replicarsi e che eludono l’azione dei farmaci. Come affermato dal Science News Steven Deeks della University of California, San Francisco, un ricercatore che studia Hiv e  CAR-T, di certo l’idea di ingegnerizzare le cellule T è più invasiva e meno “tranquilla”  di quella di assumere farmaci per trattare l’Hiv rispetto a quanto non lo sia per il cancro.