Centocinquantamila morti neonatali ogni anno sono ancora oggi causate da un’incompatibilità tra il gruppo sanguigno (Fattore Rh) della madre e quello del feto, assolutamente prevenibile e infatti quasi del tutto scomparsa nei Paesi sviluppati grazie a una profilassi messa a punto oltre mezzo secolo fa. Questa incompatibilità può generare nella donna Rh negativa la sensibilizzazione del suo sistema immunitario, con il grave rischio – in genere alla seconda gravidanza – di sviluppare la malattia emolitica del feto e del neonato, una patologia che si presenta con ittero e grave anemia e risulta spesso fatale per il feto o il neonato. Una malattia che si previene con due semplici iniezioni di immunoglobuline Anti-D durante la gestazione e dopo il parto. Per cambiare rotta, oggi a Firenze, in occasione del secondo simposio annuale sul tema, che si è tenuto all’Istituto degli Innocenti, è stato presentato Wirhe (Worldwide Initiative for Rh disease Eradication), un organismo no profit che ha l’obiettivo di eradicare la malattia, nato a New York sotto gli auspici di Columbia University e di cui Kedrion Biopharma, azienda promotrice del simposio e di una campagna ad hoc, è tra i principali sostenitori.
Ancora oggi, sebbene la profilassi salvavita sia sulla lista dei farmaci essenziali stilata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, moltissimi Paesi sono privi di approvvigionamento adeguato, di personale medico sufficientemente preparato, dell’educazione medica, della formazione clinica e di altre risorse essenziali per attuare questi protocolli. Questo spiega come mai meno della metà delle gestanti riceva la profilassi, in particolare nei Paesi a medio e basso reddito. Con un tributo umano importante: 300mila gravidanze colpite dalla malattia emolitica ogni anno. Nel 2018, in occasione delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del primo utilizzo della profilassi per la prevenzione della malattia emolitica, Kedrion Biopharma ha supportato una campagna educazionale a livello globale, nata con l’obiettivo di migliorare la conoscenza della patologia. Ora con il secondo simposio annuale fa un passo avanti.
A Wirhe aderiscono numerosi scienziati, medici e cooperanti da molte parti del mondo: oltre a Columbia University, la Figo, il Sick Kids, le principali società italiane impegnate nella salute materno fetale e numerosi opinion leaders di Paesi in cui il problema risulta ancora oggi molto rilevante (Nigeria, Federazione Russa, Cina, Stati Uniti, Pakistan, Ghana). L’obiettivo, che Kedrion si impegna a sostenere nel tempo, è quello di lavorare con medici, governi e associazioni no profit per permettere al maggior numero possibile di donne in ogni parte del mondo di avere accesso alla profilassi Anti-D. All’interno dell’evento di Firenze è stata assegnata a Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Irccs, la 4a John Gorman Lecture, conferenza internazionale in Medicina Trasfusionale intitolata al professor John Gorman, pioniere della profilassi Anti-D, e resa possibile grazie al sostegno di Kedrion Biopharma.


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